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L’OPPOSIZIONE

"Un dormitorio in centro? Facciamo un referendum"

Il Comune vorrebbe creare un dormitorio per immigrati nella chiesetta di San Michele, in pieno centro storico. La replica dell’assessore Pineda arriva decisa: "L’opposizione non ha fatto che strumentalizzare la questione. Questi interventi sono necessari"

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Chiesa San Michele Rovigo, 14 Maggio 2008 - "MA QUALE CASBAH?". L’assessore comunale alle Politiche per l’Immigrazione, Giovanna Pineda, è categorica: "Non si possono strumentalizzare tematiche come questa...". Il riferimento è all’uscita dei consiglieri azzurri Avezzù, Piscopo e Bimbatti che, nei giorni scorsi, hanno puntato il dito contro il progetto di recupero dell’ex chiesa San Michele (per il vero ancora in attesa di essere ‘sconsacrata’): in sostanza, secondo gli esponenti del Pdl, il Comune finirà per creare un dormitorio per immigrati in pieno centro storico e ai lati di un edificio utilizzato dalla città. La replica dell’assessore Pineda arriva decisa: "L’opposizione non ha fatto che strumentalizzare la questione. Questo progetto è importante ed è stato portato avanti all’insegna della trasparenza". E, per di più, non è costato un euro al Comune, considerando che il piano di recupero poggia su finanziamenti della Fondazione Cariparo e del Ministero dell’Interno.

 


"Questi interventi — continua l’assessore — sono necessari, e Avezzù lo sa benissimo...". Lo stabile in via Carducci, infatti, fu recuperato nel ‘98 con fondi regionali, diventando un centro di accoglienza temporanea per immigrati. "Le strutture, però, hanno inziato a cedere — spiega Pineda — e nel 2006 abbiamo dovuto evacuare lo stabile perchè era pericoloso per gli ospiti e per chi ci lavorava". Da qui il progetto del recupero del complesso dell’ex chiesa San Michele, progetto già alla fase esecutiva. Si aspetta soltanto l’ok della Soprintendenza e poi, probabilmente prima dell’estate, il Comune procederà al bando e all’appalto dei lavori (l’investimento complessivo è di 480mila euro).

 


"Nei ‘dormitori’ — precisa l’assessore Pineda — ci saranno solo immigrati in regola col permesso di soggiorno. Il consigliere Piscopo sa benissimo che per un ente pubblico aggirare la Bossi-Fini è impossibile, eppure fa finta di non saperlo. Mi accusano addirittura di poca trasparenza: la Fondazione Cariparo — afferma l’assessore — ha sempre conosciuto la destinazione d’uso dell’immobile".

 


Ma cosa prevede il progetto del Comune? Nel complesso ristrutturato (la prima ‘ala’ potrebbe essere pronta già la prossima primavera) troverà posto, al piano terra, una zona adibita ad uffici per le attività di accoglienza, informazione, ascolto; al primo piano, invece, ci saranno due appartamenti, separati, per accoglienza temporanea di immigrati, uomini e donne (12 posti in tutto); un’altra zona, sempre al primo piano, sarà adibita a biblioteca e locale per le varie attività di laboratorio mentre un’area scoperta diventerà luogo d’incontro e per manifestazioni varie nel periodo estivo;un ampio locale al piano terra, infine, sarà trasformato in sala convegni. Fiore all’occhiello sarà il centro multiculturale donna, con iniziative per favorire la piena visibilità del mondo femminile.

Maristella Carbonin

 









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