E' calato il sipario sul dramma di Rovigo che ha visto protagonista una ragazza di 22 anni, costretta dal padre a soddisfare le sue perversioni sessuali. Pena severa anche per la madre che, pur sapendo, ha taciuto
Rovigo, 14 Maggio 2008 - "Ne hai fatta di ‘ginnastica’ ieri sera". E’ così che un padre senza scrupoli si rivolse alla figlia dopo averla costretta a rapporti sessuali con persone che nemmeno conosceva. Una delle tante angherie e dei tanti abusi che la ragazza — ora 22enne — dovette subire per anni prima dell’intervento della squadra mobile di Rovigo, diretta dal vicequestore aggiunto Leo Sciamanna, che, poco meno di un anno fa, arrestò l’uomo liberandola da un incubo che sembrava non avere più fine.
Un dramma su cui, ieri, in tribunale a Rovigo, è calato definitivamente il sipario. Il giudice per le udienze preliminari Alessandra Testoni, infatti, ha condannato il 46enne — di origini siciliane ma residente in un piccolo centro che si trova tra il Medio e l’Alto Polesine — a 16 anni di carcere per violenza sessuale aggravata. Un’accusa pesante per un’oscura vicenda in cui è rimasta anche coinvolta la madre della ragazza a cui il giudice ha deciso di infliggere una pena di 10 anni. La donna — una 41enne di origini ferraresi — doveva rispondere di omessa tutela per aver saputo e taciuto. La madre della 22enne, in sostanza, sarebbe stata al corrente di tutto ciò che faceva il marito senza però far nulla per far aiutare la figlia.
L’epilogo di una triste storia che ha inizio circa dieci anni fa quando la vittima era poco più di una bimba. E’ in quel periodo, infatti, secondo l’accusa, che inizia a ricevere le particolari attenzioni del padre che la portano ad essere affidata a un’altra famiglia fino alla maggiore età, quando decide di tornare in famiglia con la speranza che le cose possano cambiare. Invece succede di tutto e la ragazza, costretta a rapporti a sessuali anche con extracomunitari per soddisfare le perversioni del padre, arriva a tentare il suicidio ingerendo alcuni potenti barbiturici.
Un gesto disperato che, fortunatamente, grazie ai rapidi soccorsi, non le è costato la vita. Il tutto con la complicità della madre che, anziché schierarsi in difesa della figlia, secondo l’accusa, assecondava il marito, prendendo parte lei stessa alle sue assurde fantasie cercando di convincere la figlia a non denunciare il padre in complicità con alcuni parenti residenti in Sicilia. Il tutto con ‘giochi psicologici’ a cui era sottoposta la ragazza.
La stessa madre, tra l’altro, prendeva parte ai filmini pornografici che il marito stesso girava e che sono stati sequestrati dalla polizia nell’aprile di un anno fa quando è stata perquisita la loro abitazione. La storia è emersa dopo la denuncia fatta in questura da un’amica della giovane che ha ricevuto le sue confidenze in uno dei momenti in cui sentiva di aver toccato il fondo. Una confessione fatta in pochi istanti e fuori di casa dove il padre, secondo quanto appurato dagli inquirenti, aveva addirittura installato delle apparecchiature per intercettare i dialoghi della figlia con altre persone per essere sempre al corrente di quello che pensava e diceva.
Il 46enne ora si trova nella casa circondariale di via Verdi mentre la donna è ai domiciliari a Ferrara nella casa del padre.
Marco Signorini
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