Tre nordafricani sono stati arrestati dopo aver seminato il caos fra mamme e bambini nell'area dei giardini di Piazza Matteotti. I tre, in stato di ebrezza, hanno infastidito molti passanti che hanno avvertito le forze dell'ordine
Rovigo, 13 Maggio 2008 - Hanno evitato il linciaggio della gente solo grazie al rapido intervento dei carabinieri che li hanno messi in manette prima che la situazione diventasse esplosiva. A finire in carcere, lo scorso sabato pomeriggio, sono stati tre cittadini marocchini che — probabilmente in preda ai fumi dell’alcol — avevano pensato bene di ‘ingannare il tempo’ infastidendo i rodigini che si trovavano nell’area dei giardini di piazza Matteotti. Mamme e bambini che, nel tardo pomeriggio, hanno dovuto subire una serie di ‘apprezzamenti’ impronunciabili e una raffica di insulti che hanno spinto qualcuno a chiamare i militari dell’Arma.
Sul posto, quindi, attorno alle 17.30 si è portata una pattuglia dei carabinieri della stazione di Rovigo che, vedendo che la situazione era piuttosto calda, hanno pensato bene di chiamare in rinforzo anche i colleghi del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia. A quel punto, vedendo i militari schierati, i tre extracomunitrari, invece di calmarsi, hanno iniziato a dare ancora di più in escandescenza prendendosela, oltre che con la gente, pure con i carabinieri.
Attimi di tensione che, solo per la professionalità dei militari, non si sono conclusi con un finale tragico. I tre extracomunitari, infatti, sono stati praticamente circondati da oltre una decina di persone che avevano deciso di dire basta al loro atteggiamento strafottente, stanchi di subire in silenzio insulti e offese. Un segno che, anche nella ‘tranquilla’ Rovigo, qualcosa sta cambiando. Fatto sta che, dopo aver preso la propria dose di insulti e spinte, i carabinieri sono riusciti ad arrestarli e a sottrarli alla folla.
I tre ora — il 27enne Maher Zahrouni, il 42enne Ismail Ben Hamda Hamdi e il 39enne Mohamed El Housine Ben Ramdhan — si trovano nella casa circondariale di via Verdi con le accuse, a vario titolo, di oltraggio, resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale.
Il 27enne aveva già ricevuto l’ordine di espulsione del questore lo scorso 18 aprile ed era irregolare mentre il 39enne — che prima di finire in manette ha pensato bene di ‘chiudere in bellezza’ lo spettacolo abbassandosi i pantaloni davanti ai carabinieri e al resto delle persone, venendo perciò segnalato anche per atti contrari alla pubblica decenza — è un volto ancora più ‘noto’.
Nei giorni scorsi, infatti, era stato arrestato sempre dai carabinieri per aver violato la legge sull’immigrazione dopo aver fatto passare attimi di grande spavento a una barista 34enne che lavora in Corso del Popolo. La ragazza stava tornando verso la sua auto dopo una giornata di lavoro e si è trovata circondata da un gruppetto di quattro extracomunitari che ‘armeggiavano’ qualcosa nelle vicinanze della vettura, nel parcheggio accanto al multipiano. La giovane, all’arrivo nel parcheggio, si è accorta che la sua auto era stata danneggiata ma, per evitare guai e sentendosi fissata dai quattro, ha cercato di salire il più velocemente possibile all’interno dell’abitacolo. Una mossa astuta che, però, secondo la ricostruzione fatta dalla giovane, non avrebbe impedito agli stranieri di cercare di ostacolare la partenza. I quattro, infatti, pare non volessero scostarsi finché la 34enne non ha inserito la retromarcia e ha accelerato. Fatto sta che i carabinieri, per ora, oltre al giovane arrestato, sono riusciti a identificarne un altro la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.
L’arresto dei tre extracomunitari è avvenuto con la supervisione del comandante della Compagnia di Rovigo, il capitano Francesco Borretti, del comandante della stazione, il luogotenente Domenico Maduri, e del pm di turno, il sostituto procuratore Sabrina Duò.
Marco Signorini
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