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PROSTITUTA UCCISA

Indagata anche la rumena

Dopo il 33enne idraulico di Villadose, nel registro degli indagati è stata iscritta la trentenne rumena, ex fidanzata del giovane polesano

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Paula Burci, prostituta assassinata Rovigo, 11 maggio 2008 - ADESSO sono due gli indagati per l’omicidio di Paula Burci, la 19enne prostituta rumena il cui corpo carbonizzato è stato trovato il giorno di Pasquetta sull’argine del Po a Zocca. Infatti, dopo il 33enne idraulico di Villadose, nel registro degli indagati è stata iscritta la trentenne rumena, ex fidanzata del giovane polesano.

 

La donna è attualmente in carcere in Romania perché accusata di sfruttamento della prostituzione, reato che avrebbe commesso nella sua terra d’origine e prima del ritrovamento del cadavere. Il provvedimento è giunto dopo lo stop delle indagini deciso proprio per permettere agli investigatori di notificare l’avviso di accertamenti tecnici sulla rumena in carcere. Per la trentenne i reati ipotizzati sono gli stessi dell’ex fidanzato: omicidio volontario e occultamento di cadavere con l’aggiunta dello sfruttamento della prostituzione.

 

Sono dunque giunte ad un’altra svolta le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Ferrara, dai carabinieri di Copparo e dal reparto operativo di Ferrara in coordinata con i pm Barbara Cavallo e Nicola Proto. Proprio grazie alla testimonianza della trentenne rumena gli inquirenti erano arrivati ad identificare Paula Burci. Era emerso che la 19enne, massacrata e poi bruciata, si prostituiva a Ferrara e sempre stando alle indagini figurava nella schiera di «schiave» che facevano capo al giro internazionale della 30enne rumena. Un collegamento al quale gli investigatori danno molta importanza nella ricerca del movente dell’ omicidio: l’ipotesi è che Paula fosse stata prelevata dalla Romania da pochi mesi e portata in Italia con la promessa di un lavoro onesto. Insomma una delle tante ragazze immigrate che vengono nel nostro Paese magari per fare le badanti anche se non conosceva la lingua, non aveva la patente e non era una donna libera.

 

L’ipotesi è che Paula venisse accompagnata a Ferrara dove si prostituiva e poi riportata a Villadose. Gli investigatori infatti hanno scoperto che la 19enne era stata ospite nella casa dell’idraulico. Quindi resta in piedi anche l’ipotesi che ad accompagnarla sul marcipaiede sia stato proprio il polesano con un furgone. Paula si è ribellata alla 30enne connazionale che la costringeva a vendersi tutte le notti? Di sicuro ci sono due elementi investigativi non di poco conto: nell’appartamento di Villadose sono stati sequestrati anche abiti della 30enne rumena e della stessa Burci oltre ad alcuni attrezzi ritrovati sul furgone. Inoltre la 19enne, il giorno del suo assassinio, è stata prelevata dal suo aguzzino direttamente sulla strada, portata in un luogo dove è stata massacarata e infine scaricata e bruciata lungo il Po.

 









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