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LA LAV PROTESTA

"Al Censer la fiera della prigionia"

Attenzione ma anche contestazioni per la fiera ‘Wild Italy expo’ dedicata a rettili e animali esotici. Nel giorno di apertura, la Lav manifesterà al Censer

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Censer - ente organizzazione fiere rovigo Rovigo, 9 maggio 2008 - «E’ UNA FIERA della prigionia». La Lav boccia la mostra scambio dedicata agli animali esotici (soprattutto rettili e anfibi) e che si terrà domani e domenica al CenSer. Gli animalisti non hanno dubbi: è una kermesse che calpesta i diritti degli animali, nonostante gli organizzatori abbiano premesso che tutti gli esemplari presenti sono stati allevati in cattività.

 

«Ho appreso con sconcerto — ha detto Sandro Guolo, responsabile territoriale della Lav per la provincia di Rovigo — che la nostra città diventerà, il palcoscenico della manifestazione ‘Wild Italy Expo’», una fiera dedicata all’esposizione, vendita e scambio di animali esotici, soprattutto rettili, ma anche anfibi, piccoli mammiferi, aracnidi, tartarughe, geki.

 

«La Lav — premette Guolo — opera da oltre 30 anni per promuovere la tutela di tutti gli animali, attraverso il riconoscimento dei loro diritti fondamentali: il diritto al rispetto dovuto ad ogni essere vivente, il diritto ad una vita priva di sofferenze, ma, soprattutto, il fondamentale diritto alla libertà. Siamo quindi contrari per statuto — specifica l’associazione — a qualsiasi forma di sfruttamento degli animali a scopo di lucro».

 

E’ per questo che i volontari dell’associazione, durante la manifestazione, faranno volantinaggio all’ingresso del CenSer. Secondo la Lav le mostre di rettili ed animali esotici «continuano a proporre diseducativi esempi di animali prigionieri in spazi ristretti, animali che vengono molto spesso acquistati da persone che non ne conoscono minimamente la fisiologia e le necessità alimentari. Inoltre, il prelievo in natura, anche se nel rispetto della vigente normativa in tema di importazioni di specie esotiche — continua Guolo — provoca un continuo depauperamento della fauna mondiale».

 

E il fatto che questi animali siano stati allevati in cattività, come hanno voluto sottolineare gli organizzatori presentando la kermesse, non è un’attenuante? «Affatto — risponde Guolo — anche se nati in cattività gli animali non sono predisposti per vivere in una teca di vetro. La loro semplice detenzione è già una violenza. Auspico, per il futuro, scelte maggiormente etiche da parte dell’amministrazione, affinché la nostra città continui a distinguersi per valide iniziative culturali, musicali, di costume, e non per una deprecabile esposizione di esseri viventi».
 

 









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