Lendinara, 3 maggio 2008 - «E’STRETTAMENTE controllato» assicurano i Carabinieri. «Non sono certo entusiasta di averlo qui in paese — dice il sindaco Alessandro Ferlin — Temo che la notizia metterà in allarme i cittadini. Faccio affidamento sul presidio garantito dai Carabinieri».
Per Lendinara è un problema inedito e crescono le preoccupazioni. La decisione di trasferire qui, col solo obbligo di firma in caserma, il giovane immigrato accusato di violenza sessuale nel Padovano, non è di quelle facili da digerire.
E’ tornato in libertà per un ‘vizio di forma’. Un errore di notifica della Procura di Padova che ha portato alla scarcerazione di Samid Abdelghani, il marocchino 27enne che, nel febbraio di un anno fa, venne accusato di avere abusato di una 14enne in provincia di Padova. L’extracomunitario, ora, si trova in libertà, con il semplice obbligo di dimora a Lendinara, disposto dal giudice che non poteva fare altro. I termini di custodia cautelare, infatti, sono scaduti prima dell’udienza preliminare che avrebbe dovuto affrontare lo straniero e quindi le porte del carcere si sono riaperte. Il 27enne, ad ogni modo, deve recarsi tutte le sere in caserma dai carabinieri a firmare un registro ma non è obbligato a restare all’interno della sua abitazione. In attesa della nuova udienza che è stata fissata il 5 giugno.
L’EXTRACOMUNITARIO, ad ogni modo, è tenuto sott’occhio dai carabinieri che, per quanto consente la legge, faranno di tutto per evitare che commetta altri reati. In paese, comunque, lo stupore, è tanto. «Com’è possibile — si domandano alcuni dei residenti — che un uomo che violenta una minorenne possa venir messo in libertà e prima del processo poi...».
«Non ero stato informato di questo provvedimento — racconta il sindaco — l’ho appreso dalla tv e dalle telefonate preoccupate che subito ho ricevuto. Non ci fa certo piacere, tanto più che l’Amministrazione non ha strumenti per intervenire in questi casi. So che l’uomo è ospitato da connazionali e che fino ad ora si è presentato con regolarità per la firma presso i Carabinieri. Non voglio commentare la vicenda giudiziaria, ma certamente nei prossimi giorni la questione approderà anche alla discussione in Comune, mi risulta che alcuni gruppi politici prenderanno iniziative». Un pentolone che comincia a bollire, per una decisione che suscita perplessità.
LA VICENDA è particolarmente cruda. Quella sera la 14enne era uscita di casa per recarsi a trovare i nonni. Pochi metri percorsi a piedi e, in una strada poco illuminata — secondo il suo racconto — venne afferrata da due extracomunitari, uno dei quali era Samid, che la portarono dietro al cespuglio di una vicina area verde per violentarla. Toccamenti e maltrattamenti che, fortunatamente, vennero interrotti dai fari di una macchina che, illuminando l’area, fece desistere i due stranieri. La giovane, poi, dopo alcune settimane, in compagnia del padre, incontrò di nuovo e per caso il suo aggressore al Centro Base riuscendo a farlo arrestare dai militari del Nor, di Badia e Lendinara. L’uomo, finito in carcere, negò ogni accusa a suo carico.
«VICENDE come queste — spiega intanto il Sindacato autonomo di polizia in una nota — hanno vari ed importanti effetti. Innanzitutto testimoniano una scarsa efficacia dell’azione di contrasto ai crimini contribuendo anche ad ingenerare la convinzione che commettere delle azioni illecite sia conveniente anche per il basso rischio di andare in galera. In secondo luogo sono una delle principali ragioni della crescita di insicurezza nella popolazione. Per ultimo, va sottolineato l’effetto deleterio generato sui diritti e sui sentimenti della vittima, di chi dopo aver subito un danno patisce anche la frustrazione della naturale pretesa di giustizia. L’uomo è ritornato a risiedere serenamente a pochi chilometri dall’abitazione della sua giovane vittima col rischio, non poi così remoto che i due si incrocino per strada».
Il consigliere comunale Aldo Guarnieri propone, con una mozione, di dedicare un luogo pubblico alla leggenda del rugby rossoblù