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LA DENUNCIA

Gaiba, il paese degli autovelox nascosti
Imboscate che durano da dieci anni

Continuano gli appelli contro l’uso indiscriminato degli autovelox che, soprattutto tra Ficarolo e Gaiba, hanno fatto razzia di soldi e di punti delle patenti. La denuncia di un lettore: "Colpiscono chi va a guadagnarsi da vivere" 
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Autovelox Rovigo, 14 aprile 2008 - Proteste, proteste e ancora proteste. Continuano gli appelli dei nostri lettori contro l’uso indiscriminato degli autovelox che, soprattutto tra Ficarolo e Gaiba, hanno fatto razzia di soldi e di punti delle patenti. Tutti spariti nel ‘triangolo delle Bermuda’ delle multe. Un triangolo ‘in salsa Polesana’ dove, pur di rimpinguare le casse dei comuni, vigili e vigilesse escogitano una trovata dietro l’altra come quella di nascondere le apparecchiatura di rilevamento della velocità nei sedili anteriori delle auto utilizzate dalla municipale che sembrano ‘semplicemente’ parcheggiate a bordo della strada e, invece, stanno facendo il ‘loro dovere’.

"Tempo fa- ci spiega l’ennesimo lettore - ho contribuito anche io a ‘ingrassare’ le casse del comune di Gaiba con una multa. Precisamente nel 1996 per la somma di circa 265.000 lire mentre mi recavo ad uno stage a Occhiobello per poter poi cercarmi un lavoro. Somma che, per l'epoca e soprattutto per il mio stato di disoccupazione, era un impegno a dir poco gravoso pagare... Preciso che altri miei compaesani in quel periodo avevano avuto la mia stessa multa: eccesso di velocità rilevata a 69 chilometri all’ora. Evidentemente a Ficarolo, il mio paese, c’erano persone molto precise che eccedevano il limite tutti alla stessa velocità. E comunque del vigile o della sua auto di servizio, nel tratto di strada incriminato di Gaiba — la solita via Provinciale — in quel giorno non c' era nemmeno l'ombra. Altrimenti, vedendolo, avrei probabilmente potuto verificare sul mio tachimetro se veramente stavo eccedendo nella mia velocità di crociera...".

 

Insomma, una multa che non è proprio andata già e che, a dieci anni di distanza, proprio perché non è mai riuscito a dimenticare il torto che ritiene di aver subito, vuole prendersi una bella rivincita. "Per farla breve e anche un po' per ‘vendicarmi’ di quel vigile che mille e mille volte ho visto imboscato nella sua automobile mimetizzata ai lati dell' Eridania, voglio anch'io contribuire a divulgare la sua specialità - attacca infatti l’automobilista -: fare imboscate alla gente che passa su una strada provinciale per recarsi, nella maggior parte dei casi al lavoro prelevando danaro a povere persone che come lui devono guadagnarsi da vivere. Quindi ecco una foto che ho scattato qualche anno fa (credo nel 2006) sul marciapiede adiacente l’Eridania nel territorio di Gaiba in direzione Occhibello, che ritrae l'auto comunale con tanto di vigile intento a fare quattro allegre chiacchiere con un conoscente, mentre l' apparecchio per le multe appoggiato sui sedili posteriori scatta delle ottime foto a delle povere persone che si devono andare a guadagnare il pane".

 

Parole che non hanno bisogno di alcun commento e che lasciano intendere come il ‘gioco’ stia andando ormai avanti da troppi anni e che la gente non ne può davvero più.

di Marco Signorini










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