Colpo di scena alla prima udienza: spuntano due testimoni che assistettero per caso alla scena in piazza. La vittima, un 21enne, era guià stato nel mirino della gang, cpeggiata da un minorenne
Rovigo, 9 aprile 2008 - SETTE BULLI davanti al gip Alessandra Testoni. Si tratta dei giovani che sono accusati di aver preso di mira un 21enne residente nella periferia della città. Un ragazzo dall’aspetto mite che, secondo l’accusa, poco meno di un anno fa, sarebbe stato immobilizzato all’altezza delle Due Torri subendo il taglio dei capelli contro la sua volontà. Un gesto assurdo che portò il magistrato che allora si occupò del caso — il sostituto procuratore Silvia Ferrari — a iscrivere sul registro degli indagati 11 giovani (7 maggiorenni tra i 19 e i 21 anni e 4 minorenni), tutti rodigini. I maggiorenni, proprio ieri mattina, sono stati ascoltati dal giudice che ha deciso di rinviare il processo al prossimo 24 giugno.
UN RINVIO che si è reso necessario per un vero e proprio colpo di scena. Gli inquirenti, infatti, sono riusciti a risalire a due giovani che, trovandosi per caso da quelle parti, assistettero in diretta all’intera scena. La loro testimonianza, dunque, sarà decisiva per appurare l’innocenza o la colpevolezza dei sette e ad aiutare il giudice a capire se — come sostengono i difensori dei sette indagati — sia stata una semplice bravata o un vero e proprio atto di bullismo.
I due giovani, a quanto pare, non hanno alcun legame con la compagnia dei sette e la magistratura è convinta che potranno fornire una versione assolutamente imparziale dei fatti.
IL 21ENNE è stato immobilizzato su una panchina e poi sono spuntate le forbici che sono servite per il taglio dei capelli. Il tutto ripreso dai videofonini degli undici che, a turno, si sono divertiti alle spalle malcapitata vittima che, per mezz’ora, è rimasta in loro balia. Il tutto per guadagnarsi qualche istante di finta gloria.
La vicenda, iniziò lo scorso 10 aprile quando il giovane scoprì che la sua auto — una Fiat Panda — era stata praticamente distrutta da due giovinastri all’uscita di una trattoria di Pontecchio ossia da un 17enne, il capo della banda, e da un 19enne, compagno di scuola della vittima. Solo l’antipasto di quello che il 21enne dovette subire 20 giorni dopo.
Erano le 19 del 30 aprile, infatti, quando il 21enne incontrò uno dei suoi aggressori, riconoscendolo, e, in pochi minuti, successe di tutto. Minuti di paura che costrinsero il ragazzo a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo dove i medici gli diedero una prognosi di 7 giorni per stress emotivo ed escoriazioni alle braccia e al dorso. E’ a quel punto che il padre del giovane decise di sporgere denuncia dai carabinieri. Gli 11 ragazzi, poi, vennero indagati per sequestro di persona, violenza privata e maltrattamenti.
Il consigliere comunale Aldo Guarnieri propone, con una mozione, di dedicare un luogo pubblico alla leggenda del rugby rossoblù