Rimini, 8 febbraio 2008 - Ecco la storia di Fulvio Del Vecchio: "Sono un riminese (sebbene inglese per parte di madre) che ha lasciato la terra natìa da circa un anno: nove mesi in Irlanda, a Dublino, e poi lo spostamento in Lussemburgo da metà agosto 2007. Perchè son andato via? Tanti motivi: la noia per la vita di provincia, per il senso di mancanza di orizzonti, che comunque percepivo come un problema più generalmente italiano, di un paese che mi sembrava e che continua a sembrarmi fermo, vecchio, arroccato e conservativamente chiuso mentre il resto del mondo sembra accelerare continuamente verso traguardi sempre nuovi, nel bene e nel male.
A distanza di poco più di un anno pare che i fatti mi stiano dando sempre più drammaticamente ragione.... Altre ragioni includono sicuramente la voglia di mettere a frutto il mio bagaglio culturale e linguistico: dopo alcune esperienze in aziende locali a gestione familiare, avevo capito che le prospettive di crescita e di guadagno in un certo tipo di ‘cultura d'impresa’ tutta italiana sono, per un giovane pieno di curiosità, ambizione e aspirazioni, prossime allo zero assoluto.
Com’è possibile che con una laurea quadriennale ed un master in business internazionale ti offrano gli stessi stipendi e le stesse opportunità che darebbero ad un diplomato? Che deve fare uno per campare, restare a casa con i genitori fino alla pensione? Ogni volta che torno alla mia città lo faccio con grande piacere, e non soltanto per la famiglia e gli amici che vi ritrovo: credo che quando un uomo passa i primi trenta anni della propria vita in un posto, la geografia di quei luoghi finisce per diventare la geografia della sua stessa anima.
Credo che dovunque andrò, i ricordi delle mie origini saranno sempre in qualche modo una mia misura della realtà che mi circonda. Se anche le condizioni economico-lavorative in Italia dovessero migliorare ( anche se dubito che ciò possa avvenire in maniera consistente prima di 7/10 anni), un mio ritorno definitivo non sarebbe più possibile: quando una persona decide di lasciare un luogo lo fa anche, perchè già da tempo sentiva di non volerne, o non poterne, più fare parte.
Che dire delle esperienze all'estero: tanti pro e contro. Sicuramente in Lussemburgo sto lentamente trovando un equilibrio che in Irlanda mi mancava, per quanto quell’esperienza mi abbia arricchito indubbiamente. Qui c'è una qualità della vita elevata, per certi versi simile, per altri migliore, persino di quella che c'è in Romagna (ah, se solo ci fossero il mare, un clima meno freddo, ed un po’ di divertimenti in più).
Anche il costo della vita è spesso paragonabile, con la differenza che il potere d’acquisto in Lussemburgo è secondo (e di poco) in Europa solo a quello di Svizzera e Liechtenstein. Cio è vero soprattutto per gli stipendi del settore bancario: il Lussemburgo è la seconda industria dei fondi di investimento al mondo, dopo New York, e la finanza vale da sola il 45% della locale economia. Di Italiani che vengono a lavorare nella finanza qui sono tanti e devo dire che a volte non sembra neanche di essere all'estero. Insomma per due o tre anni credo che me ne resterò qua, quindi ci si rivedrà per le ferie, ovviamente............a Rimini! Saluti".