Ha usato un'arma-giocattolo modificata per sparare proiettili veri. Secondo il comando provinciale dei carabinieri l'uomo, un macedone 32enne, non avrebbe accettato la fine della sua relazione con la donna, una coetanea ucraina
Rimini, 14 maggio 2008 - Un macedone di 32 anni ha puntato a la canna della sua pistola, un'arma-giocattolo modificata per sparare proiettili veri, alla testa dell'ex fidanzata ucraina e l'ha uccisa. Poi ha girato l'arma verso se stesso e si è tolto la vita.
I due cadaveri sono stati trovati sulla spiaggia di Viserba verso le 7.30 di questa mattina. L'omicidio-suicidio, secondo il comando provinciale dell'arma dei carabinieri di Rimini, risalirebbe a un paio d'ore prima: il ragazzo non avrebbe accettato la fine della storia d'amore tra i due.
L'uomo abitava a Rimini, come l'ex amante. Il sopralluogo e i rilievi scientifici, coordinati dal sostituto procuratore Irene Lilliu, sono stati condotti dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo riminese. La pistola è risultata assemblata con parti di un giocattolo e altre componenti di armi vere, tanto da poter esplodere due colpi in serie.
Secondo le prime ricostruzioni, i due avevano avuto una relazione dopo che l'ucraina si era separata dal marito. Poi la fine della storia e la decisione dell'uomo di compiere l'insano gesto. Il macedone era titolare di una ditta individuale di lavori edili ed era sposato con una connazionale che si trova in Macedonia. L'ucraina, di professione barista, era divorziata da un russo e aveva un bambino che è stato ora affidato al padre.
Grande festa della mamma al Ghetto turco di Rimini, organizzata dalla Pro Loco e dal club dei tifosi biancorossi ‘Gianfranco Sarti’. Alla festa ha preso parte anche il sindaco Alberto Ravaioli e il capitano della squadra biancorossa Adrian Ricchiuti. Il club ‘Sarti’ ha potuto presentare i risultati dell’attività benefica con la vendita dei calendari della squadra biancorossa.