Fabio Vignudini, 42 anni riminese, sulla sedia a rotelle, è un velista. Si gioca in queste settimane l'ultima carta contro il milanese Fabrizio Olmi per accedere alle Paraolimpiadi
Rimini, 10 maggio 2008- Il problema non è finire al tappeto. Il problema è rialzarsi e continuare a combattere. Ogni pugile lo impara fin dai primi round.
Fabio Vignudini 42enne riminese di origini emiliane, non è un boxeur, ma dal tappeto si è rialzato. Era sembrato a tanti un ko definitivo, in quel maledetto 1985 a Casale Monferrato. Quel maledetto giorno un volo disastroso in una gara nazionale di motocross, sport nel quale era più che una promessa - si accingeva a diventare professionista - lo ha costretto a vivere su una sedia a rotelle.
Fabio si è simbolicamente rialzato, ha intessuto la trama di una nuova vita, anche lavorativa.Ma soprattutto sportiva: oggi è un velista coi fiocchi. In odore - si gioca il posto in queste settimane con l’asso milanese Fabrizio Olmi - di Olimpiadi. Quelle per diversamente abili, le Paraolimpiadi, che si terranno quest’anno a Pechino, ad agosto, come la kermesse principale. Vignudini regata per i colori del Club Nautico Rimini. L’imbarcazione è di Classe 2.4, una deriva di 4 metri e 20 centimetri, armata con randa e fiocco (senza spinnaker nè gennaker).
Piuttosto veloce. Ma abbastanza semplice da condurre. Con le manovre rimandate nel piccolo pozzetto, così da essere a portata di mano anche per chi non riesce a sostenersi sulla gambe, come Fabio e gli altri ragazzi del circuito di classe. «Vivo a Portoverde da qualche tempo — racconta Fabio tra un allenamento e l’altro —. Prima lavoravo in ufficio. Curavo il coordinamento esterno di una ditta del settore ceramiche. Assistenza clienti. Ora ho mollato tutto. Vado in barca dall’età di 17 anni. Nel 1991 a Ravenna ho fatto la scuola di vela sui classe 2.4.
L’unica barca al mondo che permette a chi ha disabilità di regatare ad armi pari contro persone senza handicap. Una barca che ha avuto numerosi riconoscimenti. E a me il mare fa bene. Ho benefici fisici e psicologici. Mi carica. Il mio allenatore è Pietro Corbucci, pesarese». L’abitacolo di un 2.4 è monoposto. Simile a quello di una Formula Uno: strettissimo. Ha un bulbo (zavorra) di 200 kg. E’ costruita dal cantiere finlandese Bjordall. Costa sui 15mila euro. Superficie velica di 10 metri quadri. Risale la bolina (verso la direzione di provenienza del vento) fino a un angolo di 30-35°: molto stretto, simile ai 24 metri dell’ultima edizione di Coppa America.
Il Club Nautico ringrazia gli sponsor che hanno consentito a Fabio di prepararsi per le Paraolimpiadi: Coopsette, Fondazione Cassa di Risparmio, Provincia di Rimini, Comune di Modena, Provincia di Rimini, Popolare Emilia Romagna, Goges, Cps, EmilCeramica.
di Mario Gradara
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