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L'INTERVISTA

Rimini Fiera, in alto i fatturati

Debito azzerato entro due anni, fatturato in aumento del 43% entro il 2012. il presidente di Rimini fiera, presentando il business plan, ha mostrato un ottimismo come mai prima. E non ci fosse stata l’interruzione del cantiere del Palas a complicare il tutto, la festa sarebbe stata completa Commenta

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Lorenzo Cagnoni, presidente di Fiera Rimini Rimini, 8 maggio 2008 - Debito azzerato entro due anni, fatturato in aumento del 43% da qui al 2012, "con una redditività che ci porterà a essere la fiera più in salute d’Italia". Dà i numeri, snocciola dati e suggestioni Lorenzo Cagnoni. Perché "mai come adesso il futuro di Rimini fiera si presenta roseo", nonostante la situazione e le prospettive (per fiere e congressi, e per l’economia italiana in generale) siano tutt’altro che facili. Ma ieri mattina il presidente di Rimini fiera, presentando il business plan, il piano d’affari del gruppo da qui al 2012, ha mostrato un ottimismo come mai prima. E non ci fosse stata l’interruzione del cantiere del Palas a complicare il tutto, la festa sarebbe stata completa…

 

Perchè, Palacongressi a parte, i prossimi 5 anni per il gruppo di Rimini fiera si annunciano pieni di soddisfazioni. Le previsioni del business plan parlano di un aumento del fatturato del gruppo n del 42,9%, pari a 141 milioni di euro nel 2012, rispetto ai 100 milioni di euro previsti per il 2008, di cui 66,5 milioni per Rimini fiera, e i restanti delle altre società controllate dal gruppo, tra cui Convention bureau, Ttg ed Exmedia.

 

"Ma più dei ricavi – osserva Cagnoni – è importante sottolineare come la redditività del gruppo di Rimini fiera salirà, nel 2012, a 40 milioni di euro, pari al 34% del fatturato complessivo, quando le altre fiere italiane viaggiano a una media poco sopra il 20%. Rimini fiera, in quanto a rendimento, è la numero uno in Italia. E questo grazie alla sua ‘produzione propria’ di manifestazioni ed eventi, che sono la nostra ricchezza e saranno valorizzati sempre di più". Il piano prevede infatti di passare da 495mila metri quadrati netti di spazi venduti del 2008, ai quasi 620mila metri del 2012, con il deciso incremento delle superfici espositive dedicate alle manifestazioni storiche della fiera (+16%).

 

L'aumento di fatturato consentirà a Rimini fiera di ripianare completamente il debito, che attualmente è di 34 milioni. "In due anni andiamo a zero, ed entro il 2012 avrà in cassa 40 milioni di euro", spiega Cagnoni. Che poi mette a tacere chi ha storto il naso di fronte all’operazione immobiliare che coinvolgerà la fiera nei prossimi mesi, per finanziare il Palacongressi.

 

"Il nostro piano prevede l’alienazione di 9mila metri quadrati edificabili in via della Vecchia fiera, e altri 17mila in via Emilia, per un valore di mercato intorno ai 23 milioni di euro. Di questi, 19 serviranno a contribuire alla costruzione del nuovo Palacongressi. Non mi pare scandaloso. A Rimini abbiamo speso 250 milioni per fare il quartiere, in cambio abbiamo ricevuto finora 30 milioni di euro di contributi pubblici, quando la nuova fiera di Milano si è finanziata al 70% vendendo il vecchio quartiere, e quella di Roma non è da meno, visto che con la vendita dalla vecchia fiera si finanzierà al 50%. Non mi pare proprio che il nostro sia un motore immobiliare...". Da qui al 2012 poi "investiremo oltre 20 milioni di euro per alcuni piccoli interventi nel quartiere, ma soprattutto per le acquisizioni di altre società che possano far crescere il nostro gruppo". E che magari possano portare altre manifestazioni.

 

"L'obiettivo – continua Cagnoni – è quello di entrare nel mercato nel settore del mobile e degli articoli da regalo, per questosperiamo molto nelle due nuove manifestazioni tra maggio e giugno, Spazio e Cam preview". E nel 2009 "in collaborazione con i nuovi soci della darsena di Rimini, faremo quasi sicuramente un salone nautico. In questo settore c’è un’agguerrita concorrenza, ma Rimini non può accontentarsi di fare un salone tra gli altri. Se si entra in questo mercato, il salone nautico di Rimini deve diventare da subito un evento di richiamo nazionale". Più lungo pare invece l’approdo in Borsa, "che continuiamo a considerare – precisa Cagnoni – interessante. Molto dipenderà anche da come (e se) si farà l’integrazione con la fiera di Bologna".
 

di Manuel Spadazzi

 
  • 09/05/2008 12:10
    Piero
    Perchè le gestioni francesi,anche nella grande distribuzione,sono più performanti?
  • Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento!
 

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