Rimini, 21 aprile 2008 - E’ saltata in aria alle 11,41 , sotto la carica dei 12 kg di esplosivo piazzata dagli artificieri. Una nuvola di fumo, e dopo pochi secondi non c’era più traccia della bomba che ieri mattina ha ‘sfollato’ quasi 200 residenti tra San Martino Monte l’Abbate e San Lorenzo in Correggiano, e che soprattutto ha bloccato per 4 ore l’autostrada.
Ma disagi per la viabilità a parte, è filata via liscia l’operazione per il brillamento dell’ordigno bellico scoperto alcune settimane fa in un campo di via Feleto. Quasi tutti i residenti della ‘zona rossa’ avevano lasciato le abitazioni ben prima delle 8, l’ora fissata dal Comune di Rimini e dalle forze dell’ordine per lo sgombero dell’area. Appena una decina (quasi tutti anziani) sono saliti alla parrocchia della chiesa di San Lorenzo in Correggiano, dov’è stata allestita l’unità di crisi. Tra loro anche Duilio Baffoni e Maria Buresta, la coppia proprietaria del campo dov’è stata trovata la bomba.
"Che volete. Noi abitiamo qui fin dal 1960, e ogni tanto spunta fuori un ordigno… Al tempo della guerra questa zona è stata fortemente bombardata". I Ricci, che vivevano prima di loro in questo fazzoletto di terra a due passi dall’autostrada, sono rimasti tutti uccisi dalle bombe, e la loro casa rasa al suolo. Questa bomba invece non mette paura a nessuno. Nemmeno a don Giovanni Tonelli, che va e viene dalla canonica, fermandosi a chiacchierare con gli ‘sfollati’ e con le forze dell’ordine.
"Peccato che sia stata scelta proprio questa giornata. Da noi oggi ci sono le comunioni, sennò avremmo organizzato una festa…". A portare i viveri ci hanno pensato allora i 40 volontari della Protezione civile del Comune, che partecipano alle operazioni insieme ai vigili urbani, alla polizia, ai carabinieri e ai vigili del fuoco. Ci sono anche le guardie ecologiche volontarie e i Vab, e la Croce rossa. In tutto un centinaio di persone, compreso l’assessore Roberto Biagini in cappellino e anfibi.
"Oggi è una passeggiata, in confronto a quello che dovremo fare per la bomba di Corpolò (con 1400 residenti da sgomberare, ndr)…". Una passeggiata anche per i militari del Genio guastatori dell’ottavo reggimento Folgore di Legnago, ormai di casa a Rimini, chiamati a far brillare l’ennesimo ordigno. "Pesa 120 kg, è una piccola bomba d’aereo inglese". Alle 11,41 di lei non c’è più traccia. Ora Duilio potrà tornare a piantare la vigna.
Manuel Spadazzi
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