Italia News
SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
CENTINAIA IN PIAZZA

Rimini a fianco del Tibet oppresso

Contro la repressione sanguinosa del governo cinese, anche la città romagnola si schiera in difesa del popolo tibetano. Un centinaio le persone, tra amministratori e comuni cittadini che sono scesi in piazza con bandiere e fazzoletti con l'arancione buddismo mahayana
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

vecchia pescheria Rimini, 28 marzo 2008 - Tibet libero! Così Rimini ha fatto la sua scelta: di fianco al popolo tibetano. Contro la repressione sanguinosa e le menzogne propugnate dal governo cinese. Alcune centinaia di persone, rappresentanti istituzionali dei consigli comunale e provinciale, delle categorie economiche, uomini e donne, giovani e anziani, alle 19 hanno invaso la Vecchia Pescheria di fianco piazza Cavour, sventolando le bandiere multicolore della nazione tibetana e i fazzoletti con l’arancione buddismo mahayana.

 

Ha parlato il presidente della Comunità tibetana in Italia, Thubten Tenzin. Uno "della cricca del Dalai Lama", direbbe Pechino. Medico residente a Imola, dopo essere cresciuto, come centinaia di migliaia di tibetani, in esilio in India (o Nepal) ha ricordato i legami tra Rimini e il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, leader spirituale e politico del Tibet, in esilio dall’invasione cinese del 1950. Thubten ha parlato di «diaspora», di «repressione vilenta», «genocidio culturale in Tibet». «Dopo l’invasione forzata di massa decisa da Pechino rischiamo l’estinzione — ha detto —. I nostri giovani non parlano più tibetano, vivono da nomadi, il 90% degli universitari è cinese, il commercio è in mano ai cinesi. Siamo stati uccisi a migliaia e deportati.

 

Ma il Dalai Lama ha sempre invitato alla lotta non violenta. Dopo la brutale repressione cinese a Lhasa nel 1989, stavolta la rivolta si è allargata a tutto il Tibet. Segno che i tibetani non sono felici in Tibet. Siamo stanchi, 60 anni di occupazione, con i cinesi che parlano di ‘soluzione finale’ per il Tibet». Thubten ha chiesto agli atleti italiani di manifestare contro la discriminazione, dicendosi d’accordo col presidente della commissione europea, sul boicottaggio della cerimonia d’apertura.

 

"L’Europa ha bisogno della Cina, ma la Cina ha bisogno dell’Europa — ha ricordato. Chiedendo di ribattere con coraggio alle minacce cinesi. Auspicando «un primo ministro italiano che abbia coraggio di non ascoltare un regime macchiato di sangue". Inquietanti le foto mostrate da Claudio Cardelli (associazione Italia-Tibet) con poliziotti cinesi travestiti da monaci, che fomentano disordini. Applausi al Tibet oppresso, poi minuto di silenzio e simbolica stretta di mano tra Sergio Pizzolante (Pdl), promotore dell’iniziativa, ed Elisa Marchioni (Pd).

Mario Gradara

 









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Lambiasi in aereo

Il vescovo abbraccia
dal cielo
la Diocesi di Rimini

In concomitanza dei festeggiamenti della fondazione dell’Aeronautica Militare, il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi è decollato dall'aeroporto militare e ha sorvolato la propria diocesi con un elicottero HH-3F in dotazione all'83/o Csar di Rimini.  

Mister Blues

DAL WEB

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli