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SERIE B

Il Rimini finisce ko in casa
Al Piacenza basta un gol

I padroni di casa non riescono a recuperare la rete segnata da Miglionico a inizio ripresa. Le speranze di Leo Acori tutte nella sfida di sabato a Mantova

Ricchiuti (Rimini)  Rimini 31 ottobre 2007 - Tristezza al “Neri”, ma solo ovvaimente per i padroni di casa, per l’ennesima occasione persa, per una dolorosa seconda sconfitta consecutiva tra le mura amiche. Uno 0-1 col Piacenza che esalta invece gli emiliani. Mario Somma, allenatore da appena una settimana tornato in sella, arriva all’improvviso come sospinto da una ventata e fa piovere sulla stampa tutta la propria gioia. Immensa, da come la gara è andata.

 

E non la nasconde minimamente la sua felicità. Alla faccia della sincerità, ammette schietto schietto: «Alla vigilia ho guardato le previsioni del tempo. Interessanti per me. Poi in mattinata ho anche abbozzato la danza della pioggia... E’ andato tutto come volevo». Meglio di così, poi, un tiro in porta e tre punti. E sorride, non è colpa sua se il terreno era pesante, se il Rimini lo soffre maledettamente, non è colpa sua se i teloni ci sono ma non si utilizzano. I motivi? Mister Mario Somma non li sa, ma ringrazia ugualmente.

 

Leonardo Acori, forse conosce la verità, ma non la dice. Si limita ad allargare le braccia sconsolato. E’ infatti demoralizzante sentirsi dire dal tecnico avversario che il campo «ha impedito le giocate tipiche del Rimini». Oppure «la loro velocità e il ritmo ne hanno sofferto», o ancora «la stazza dei miei difensori ha avuto sempre la meglio».  Leo Acori, insomma, non sa che dire. Questo secondo ko interno gli brucia maledettamente. Non ha più il sorriso dei giorni migliori, ovviamente, il volto è tirato. Ammette: «Finché si è potuto giocare, nei primi venti minuti la partita non è stata da buttare via.

 

Unico difetto l’aver perso l’attimo fuggente in alcune occasioni sia per il pallone che scivolava via, sia perché al contrario frenava sul fango. E’ un momentaccio. Due punizioni, un gol. L’importante ora è non abbatterci, il campionato è ancora lungo. Lo so, non si sono mai perse due gare di fila in casa. Importante anche non abbatterci, il campionato è lungo. Vorrà dire che andremo a riprendere fuori quanto abbiamo perso questa settimana. Da sabato a Mantova? «Perché no, noi rendiamo di più nelle gare impegnative». Non può far diversamente lui che è sempre stato una sorta di slogan dell’ottimismo. Acori ci crede. Perché anche i tifosi non dovrebbero crederci?

Gianmaria Fuiano

 









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