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CALCIO, SERIE B

Il Rimini non brilla ma fa suo un punto d’oro

Sofferto pari ad Ascoli e secondo tempo in ‘apnea’. Puglisi non fa rimpiangere Consigli, impegnato con l'under 21, respingendo un rigore decisivo a Soncin. Sulla ribattuta Belingheri centra il palo a porta vuota e si dispera. Bianconeri spreconi, i binacorossi ringraziano

Ascoli Piceno - L’ASCOLI recrimina e il Rimini ringrazia. I bianconeri recriminano per aver sciupato un rigore con Soncin e sulla seguente ribattuta del portiere Pugliesi per aver centrato il palo con Belingheri, a porta completamente sguarnita. E il Rimini? Ringrazia la buona stella che l’ha seguito anche ad Ascoli. Difficile spiegare in altro modo il pari (0-0 il risultato finale) che l’Acori-band è riuscita a portare a casa con un primo tempo basato sull’equilibrio per quanto concerne le occasioni create: due per il Rimini, entrambe sulla testa di Ricchiuti, altrettante per l’Ascoli con Job e Bernacci. Nella ripresa, invece, sono stati gli uomini di Iachini a tenere in mano la partita, sprecando, appunto, il jolly del rigore e l’ancora più clamorosa ribattuta a porta vuota con un Rimini quanto mai rinunciatario e soddisfatto del pari. Acori, costretto a rinunciare a Vitiello e Valiani squalificati e Consigli con l’Under 21, lanciava Catacchini come esterno destro difensivo, Pugliesi in porta e un Cardinale sulla fascia destra con Paraschiv e Cristiano coppia centrale di centrocampo.

 

NELL’ASCOLI, l’unica novità rispetto a Ravenna era Aquiliani al posto del ‘tagliato’ Foglio. Sono i padroni di casa a rendersi subito pericolosi già al 7’ con un colpo di testa di Soncin troppo morbido su un ottimo assist di un incontenibile Guberti: non è difficile la parata per Pugliesi. Il Rimini risponde per le rime al 10’ quando Ricchiuti da un cross di Pagano ha sulla testa il colpo del ko, ma Taibi gli nega il gol. Lo stesso gaucho al 22’ da un assist dalla sinistra di Regonesi e sempre di testa, spedisce il pallone sopra la traversa. L’Ascoli non sta a guardare e, carburando come un diesel, affonda sulla sua fascia sinistra con Pesce e Guberti. Ma al 26’ è il cesenate Bernacci nella metà campo bianconera a lanciare Job sulla corsia destra, lasciandosi alle spalle Regonesi: Job preferisce far partire un diagonale cercando il secondo palo, ma il suo tiro finisce ampiamente fuori. L’azione più pericolosa di marca ascolana arriva al 31’ quando da un cross di Centi, l’incornata dello specialista Bernacci, mal calibrata, finisce fra le braccia di Pugliesi.

 

NELLA RIPRESA è l’Ascoli a farsi pericoloso e a spingere maggiormente sull’acceleratore: l’Acori-band va in apnea e soffre, lasciando centrocampo e iniziativa agli avversari. Così mette solo fuori la testa all’11 con Ricchiuti che crossa dalla destra, Jeda tenta l’aggancio acrobatico, ma il suo tiro finisce fuori. E’ sempre l’Ascoli a spingere e al 22’ al termine di una manovra articolata, Pugliesi esce male e viene disturbato da Bernacci; Soncin fa partire un tiro che finisce la sua corsa sul braccio di Milone: l’arbitro Rocchi che è a due passi decreta il rigore. Dal dischetto s’incarica Soncin che tenta di piazzare il pallone alla destra di Pugliesi, ma il portiere biancorosso intercetta e sventa, la difesa lascia andare e il pallone finisce sui piedi di Belingheri; la porta è completamente sguarnita, ma il centrocampista colpisce in pieno il palo. Il Rimini tira un immenso sospiro di sollievo per la doppia grazia ricevuta e al 25’ ringrazia ancora quando ancora una volta Pugliesi interviene prima su Soncin e poi su Giallombardo. Acori poi lanciava nella mischia Docente per Paraschiv e Bravo per Cristiano spostando come centrale di centrocampo Regonesi, il tutto per contenere, fino alla fine, le incursioni bianconere e alla fine accontentarsi di un pareggio. Missione compiuta e un punto d’oro per i biancorossi.

dall’inviato GRAZIA BUSCAGLIA

 









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