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SCULTURA DI GERRA E MURAGLIONI NELLA BUFERA

"Sovrintendenza, assordante silenzio"

La ristrutturazione di porta Santo Stefano portata da An-Pdl all’attenzione del ministro Bondi. Il monumento bianco rosso e nero è stato deposto nella rotonda di piazzale Duca d’Aosta scatenando mille polemiche

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Il colosso Gerra Reggio Emilia, 15 maggio 2008- Silenzio. Nessuna risposta dai responsabili dei beni culturali alle sollecitazioni del capogruppo An-Pdl in Sala Tricolore Marco Eboli. E adesso che il monumento bianco rosso e nero è stato deposto nella rotonda di piazzale Duca d’Aosta scatenando mille polemiche, l’esponente di An va all’attacco. Scrive Eboli: "In merito all’installazione di una scultura di Gerra all’interno della rotonda di Porta Santo Stefano, la quale è costata all’Amministrazione pubblica 80.000 euro, avevo inoltrato il 31 marzo due segnalazioni al Soprintendente ai Beni culturali dell’Emilia Romagna e al Direttore Generale per i Beni culturali dell’Emilia Romagna ingegner Luciano Marchetti nelle quali denunciavo il mancato rispetto del codice Urbani relativo alla ristrutturazione di zona di interesse storico. Quelle lettere non hanno mai ricevuto risposta e la latitanza degli Organi preposti ha consentito al Comune di proseguire indisturbato nella installazione di una scultura che, indipendentemente dai gusti soggettivi, è estranea al contesto storico e architettonico".

 

Il consigliere d’opposizione ricorda che molti anni fa "lo sculture Reggiani donò una sua opera che raffigurava una automobile Ferrari. Dopo una prima collocazione all’interno del centro storico, che risultava incongrua, fu saggiamente deciso di collocarla lungo l’autostrada A1, in prossimità di Modena". Eboli ha auspicato che la scultura di Gerra possa essere collocata nella rotonda nei pressi dell’autostrada, "ove il contesto architettonico moderno potrebbe accoglierla". E ha anunciato di aver inviato una nuova segnalazione alla Direzione dei Beni culturali dell’Emilia Romagna "affinché dia risposta alle mie sollecitazioni relative alla complessiva ristrutturazione di Porta Santo Stefano ed al rispetto del codice Urbani".

 

Nella lettera del 31 marzo al Soprintendente e al direttore geneale per i Beni Culturali, il capogruppo di An-Pdl in consiglio comunale trasmetteva copia dell’interrogazione "a risposta scritta, che ad oggi - scriveva Eboli - non ha ancora avuto risposta dall’Assessore alla Città Storica, con la quale chiediamo se sia mai stato sottoposto alla Sua attenzione e a quella del Direttore Generale ai Beni Culturali, un progetto relativo a lavori, quasi ultimati, di ristrutturazione di Piazzale Duca d’Aosta e Porta Santo Stefano". Continuava l’esponente di An-Pdl: "Non risultando al sottoscritto capogruppo, ed ai colleghi interpellanti che mai sia stato sottoposto il suddetto progetto di ristrutturazione, Le chiedo una cortese risposta, anche in merito alle azioni che intendesse intraprendere nei confronti del Comune di Reggio".

 

Adesso il capogruppo di An-Pdl annuncia che trasmetterà tutta la documentazione al Ministro dei Beni Culturali Bondi per promuovere una sollecitazione e un chiarimento sullo "strano silenzio" della Sovrintendenza regionale. "Nel caso della rotonda Gerra - spiega infatti Eboli - e di tutta la ristrutturazione di porta Sanyto Stefano, a nostro giudizio è stato violato il codice Urbani che prevede espresssamente un parere preventivo delle Sovrintendenze competenti ogniqualvolata interviene su luoghi di carattere storico di pregio, prevalentemente nei centri storici". Nel mirino di Eboli, va ricordato, non c’è solo la collocazione della scultura, ma anche la "rampa di lancio" che simula la antica presenza delle mura sul posto, "un manufatto pericoloso in quanto vi dovesse cadere un motociclista contro la tragedia credo sarebbe scontato. Stesso discorso per i bambini che inavvertitamente possono avvicinarvisi".
Nella pagine delle lettere, interventi pro e contro il colosso Gerra. 

 









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