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REGGIANA

Il mister confermato apre il futuro
"La serie B? Calma, la C1 è dura"

"La lettera B non è nel nostro vocabolario...". Meglio volare basso e magari stupire, anzichè suonare la grancassa e rischiare figuracce. Alessandro Pane apre il suo nuovo biennio con un profilo volutamente basso. "Piedi per terra, nessun proclama. Non siamo incoscienti o presuntuosi"

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reggiana pane Reggio Emilia, 12 maggio 2008 - «La lettera B non è nel nostro vocabolario...». Meglio volare basso e magari stupire, anzichè suonare la grancassa e rischiare figuracce. Alessandro Pane apre il suo nuovo biennio con un profilo volutamente basso. «Piedi per terra, nessun proclama. Non siamo incoscienti o presuntuosi. La C1 è molto difficile, piena di società di blasone che magari da 5-6 anni inseguono la promozione invano. Spendendo l’impossibile e rimanendo a mani vuote. Una a caso, il Padova. Non guardiamo al boom del Sassuolo, lì c’è stata programmazione e dietro hanno un magnate (la Mapei, ndr). E lasciamo stare anche il sorprendente Foligno. Bisogna migliorare per gradi, lavorare e guadagnarsi i traguardi sul campo. Avevo offerte da club di serie B, ma non volevo aver fretta. Qui si può crescere».

Al sodo, mister, quali sono gli obiettivi?
«Premetto che non c’è voluto molto tempo per accordarmi. La società mi ha esposto i suoi programmi per le prossime due stagioni. Il primo anno l’obiettivo è il mantenimento della categoria, per l’anno successivo cercheremo qualcosa di più. La parola B, credetemi, è uscita poche volte. E’ un grande piacere lavorare a Reggio e sono felice che il club mi abbia confermato la sua fiducia. E’ reciproca. Questa è una società seria, di persone perbene. L’ha dimostrato in questi tre anni, ho fatto la scelta giusta».

Pane non si sbottona sui piani tecnici, ma lascia campo libero alla dirigenza per far cassa coi pezzi da novanta. Ufficializzando, di fatto, la partenza di Catellani, che la Reggiana sta cercando di piazzare in categorie superiori.
«Catellani e Ingari? Fanno mercato, sono priorità della società. Se resteranno sarò contentissimo di allenarli. In questi tre anni sono cresciuti, sono stati valorizzati. Vedremo. L’ossatura della squadra rimarrà inalterata. Quanti ritocchi servono? E’ prematuro, sono discorsi che affronteremo pian piano. La stagione non è ancora finita per molti, noi compresi. Lasciamo calmare le acque. Il nostro responsabile del settore tecnico, Massimo Varini, ha già nomi e idee. Non è compito degli allenatori scegliere i giocatori, altrimenti si fa confusione».

Una breccia nella blindatura del mister si apre solo per il pupillo, il nano che ha segnato 11 gol preziosissimi. Ma è una semplice fessura.
«Martinetti? Sì, lo vorrei tenere. Magari ha offerte importanti...».
 

Glissa alla domanda su quale voto si darebbe.
«Ho sempre odiato le pagelle, quelle le lascio a voi. Diciamo che ho sbagliato poco, non ho commesso tanti errori. La formazione col Bassano? La rifarei».

Così il trainer, che non sconfessa la scelta di aver tenuto fuori Catellani nel big match del 6 aprile. Al suo fianco, il presidente Vando Veroni, stuzzicato, non si esime dal ribadire il suo leit motiv.
«Beh, lo sapete che io Andrea lo farei giocare sempre».
 

Il "pres" ammette che per la C1 la società dovrà alzare il budget (la gestione si chiuderà con un disavanzo non inferiore ai 600mila euro).
«Il budget è continuamente in evoluzione - osserva Veroni - ma siamo coscienti che la serie C1 implica un ampliamento dei costi. Speriamo piuttosto che si risolva la faccenda Giglio. Noi siamo attrezzati per la gestione calcistica...».

La presentazione più sobria degli ultimi anni (alla quale non era presente Tito Corsi, che ha assistito alla gara col Benevento in tribuna, a fianco del procuratore Sauro Catellani) si chiude con qualche pensiero del direttore sportivo Massimo Varini.
«Non faremo follie per i rinforzi, ma arriveranno calciatori che si potranno integrare bene nel gruppo. Sacrificheremo i nostri pezzi pregiati qualora arrivassero le classiche proposte indecenti. Ma ribadisco che per il momento non c’è alcun movimento reale. Mi auguro che il nostro mercato ricalchi quello dell’anno scorso. Qualcuno lo definì ondivago, invece abbiamo raggiunto tutti, dico tutti i nostri obiettivi».

 










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