Non va. Il big match si chiude con un magone grande così: 1-1. I granata non centrano la missione 'aggancio al vertice' e il Bassano si molleggia su una promozione diretta sempre più nel pugno
Reggio Emilia, 7 aprile 2008 - REGGIANA (3-4-1-2): Ambrosio; Stefani, Zini, Fiuzzi (dal 33’ s.t. Mallus); Ponzo, Grieco, Maschio, Anderson; Cingolani (dal 12’ s.t. Catellani); Ingari, Martinetti (dal 44’ s.t. Pelatti) (Tomasig, Malpeli, Ruffini, Migliaccio). All. Pane
BASSANO (4-2-4): Peresson; Nicoletto, Zattarin, Minardi, Beccia; Pirri (dal 19’ s.t. Pavesi), Mazzoleni; Zubin (dal 36’ s.t. La Canna), Lorenzini (dal 17’ s.t Nichele), Cesca, Berrettoni (Tommei, Stancanelli, Dalle Nogare, Rondon) All. Glerean
Arbitro: Vuoto di Livorno (Gambini di Livorno e Cagnacci di Arezzo).
Reti: Zubin al 30’ p.t., Ingari al 24’ s.t.
Note: spettatori 6000 circa (5780 paganti, gara fuori abbonamento), incasso di 71877 euro. Espulso Mallus al 46’ s.t. Ammoniti: Stefani, Zini, Maschio, Anderson e Zubin. Angoli: 10-7. Tiri in porta: 7-5. Tiri fuori: 9-5. Falli: 21-19. Fuorigioco: 2-7. Passaggi al portiere: 9-2. Recupero: 1’ e 7’.
Non va. Il big match si chiude con un magone grande così. La Reggiana non centra la missione «aggancio al vertice» e il Bassano si molleggia su una promozione diretta sempre più nel pugno. L’1-1 demolisce gran parte del patrimonio di speranze, senza peraltro incenerirlo. Quattro partite ancora da giocare, i sentieri del calcio a volte sono strampalati. Certo il tram buono era quello di ieri. Adesso i granata devono fare il pieno, augurarsi che il Bassano inciampi a sorpresa e colmare anche il gap nella differenza reti, che scioglierebbe l’equilibrio in caso di arrivo a braccetto (gli scontri diretti sono pari, visto che all’andata era finita 2-2) e che ora vede il Bassano in vantaggio: + 31 contro + 27.
Dura, molto dura. La lotteria dei play off fa già capolino. E alla Reggiana evoca perfidi trabocchetti (lo squarcio paganese del 17 giugno 2007 è ricordo ancora vivissimo). In un Giglio dalla cornice spettacolare (seimila anime, con 500 tiepidi tifosi veneti in curva nord), i granata hanno sofferto un tempo, giocando una ripresa fiammeggiante, finita con un arrembaggio generoso e vano. Slancio favorito anche dalla modifica tattica decisa dal mister Glerean, che ha via via alzato barricate, snaturando l’immagine smagliante di una squadra che ha sontuose risorse offensive. A far cambiare la pellicola della partitissima anche l’ingresso di Catellani, escluso da Pane a beneficio di un Cingolani che non era titolare addirittura dalla prima giornata. Mossa che ha lasciato invariato il modulo, nonostante il forfait di Alessi, ma che si è rivelata un flop. In un ruolo poco congeniale, Cingolani non ha cavato un ragno dal buco. Ben altra birra da Catellani, il cui tiramolla tra campo (poco) e panchina (tanta) è ormai un tormentone e a questo punto rischia di incrinare i rapporti tra mister e società.
Sfida interpretata con apprezzabile fair play, in controtendenza rispetto alle mille ruggini del passato. Un gruzzolo gli episodi controversi. Due gol annullati giustamente per fuorigioco: a Ingari dopo 80 secondi (gran girata di testa su cross di Stefani) e a Lorenzini, in apertura di ripresa. Non c’era off side nello scatto di Zubin del gol giallorosso. Poi tre sequenze da possibile rigore: un mani di Stefani e una capocciata di Zubin a Ingari sullo 0-0, un abbraccio di Minardi allo stesso attaccante granata sullo 0-1. L’arbitro ha sempre lasciato correre. Ha gestito bene per un’ora una sfida che poteva divampare in qualsiasi momento. Quando ha estratto il primo cartellino giallo (per Stefani, all’11’ della ripresa) ha però cambiato passo, andando in tilt. Distribuendo male le sanzioni e cacciando Mallus nel recupero per un fallo su Cesca che non meritava il rosso.
Il Bassano ha espresso 45 minuti di timbro superiore. Anche se dopo 80 secondi Ingari aveva fatto esplodere il Giglio: gol effimero, il fuorigioco c’era. Reggiana con poco pepe, Bassano più sciolto e in campo con personalità spiccata. I granata soltanto alla distanza hanno morsicato con efficacia sulle corsie laterali, dove Anderson ha giganteggiato. Suo comunque il lapsus che non fa scattare l’off side nell’azione del vantaggio ospite, sprigionata da Berrettoni, sul cui lancio Zubin vola verso Ambrosio e lo batte sul suo palo. Era la mezz’ora, per la Reggiana strada dannatamente in salita. Il Bassano, nonostante Pirri a mezzo servizio (guaio muscolare al polpaccio non smaltito) non vacillava sul fumo sollevato da Martinetti e sulle sgroppate di Ponzo o di Anderson.
I fuochi d’artificio granata si accendevano nella ripresa. Ponzo provava il gol di fino al 5’ (fuori di poco), Stefani sparava un missile che Peresson deviava in angolo con una prodezza al 15’. Glerean si abbottonava, Catellani si fiondava nell’arena e spruzzava subito bollicine. Al 24’ l’1-1: cross di Stefani e incornata vincente di Ingari. Boato ancora nell’aria, Bassano vicino all’unico jolly di una ripresa imbelle. Grandi Ambrosio su Berrettoni e Stefani sulla ribattuta di Zubin. L’assistente Gambini si «stampa» su una riserva del Bassano che si scalda. Si teme sia stato colpito dagli spalti, il «fattaccio» evapora in un baleno, riparte con una caviglia fasciata. C’è solo la Reggiana in campo, ma assalti e tiri (Catellani, Martinetti, Anderson) non cambiano l’amara sentenza.
Sarà il maestro Zubin Metha a inaugurare il 'Reggio Parma Festival', dirigendo la Israel Philharmonic Orchestra il 14 aprile al Teatro Regio di Parma. L'edizione di quest'anno si intreccia con il sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato di Israele LEGGI LA NOTIZIA