Franco Signoretti ha chiesto protezione e le autorità hanno subito concordato. Massimo riserbo sulle indagini, ma per gli inquirenti non si tratta del gesto di un folle. I bossoli raccolti attorno alla casa sottoposti ad accurati esami
Pesaro, 25 maggio 2008 - Franco Signoretti ha chiesto protezione. Teme nuovi gesti di minaccia. La bomba fatta esplodere l’altra notte all’ingresso della sua azienda, la Xanitalia di Villa Fastiggi, e i sette colpi di pistola calibro 22 (e non 6.35 come sembrava in un primo momento) sparati contro casa sua e la propria autovettura, parcheggiata in viale Dante Alighieri, non possono essere considerati l’opera di uno squilibrato.
C’è un piano per intimidirlo. Ne è convinto anche l’Ufficio provinciale per la sicurezza pubblica che ieri mattina si è riunito per proporre al prefetto una prima serie di accorgimenti per proteggere l’imprenditore preso di mira. Non si arriverà alla scorta armata, ma il livello di attenzione da garantire all’imprenditore sarà molto alto. Questa misura serve innanzitutto a tranquillizzare tutto l’ambiente familiare perché quei due dei sette colpi di pistola sono stati sparati contro la casa.
Un proiettile è entrato ed ha colpito una colonna per poi finire a terra. Se qualcuno in casa fosse passato davanti alla porta, magari per bere un bicchiere d’acqua, le conseguenze sarebbero state imponderabili. Secondo gli inquirenti, quella pistola è scarsamente utilizzata o forse non lo è mai stato, dalla criminalità organizzata. Calibro piccolo, arma leggera, con canna corta che non garantisce precisione di tiro.
Per cui, è una pistola che per il 90 per cento dei casi fa bella figura nelle collezioni. Viene utilizzata anche nei poligoni di tiro, ma a farlo sono pochi proprio perché è molto difficile pretendere la precisione. I bossoli sono stati raccolti ed inviati al Ris per un’analisi particolareggiata che potrebbe fornire anche il modello di pistola usata. Nel medesimo momento sono stati ascoltati tutti i residenti di via Dante Alighieri. Moltissimi erano ancora svegli o appena tornati all’una e dieci quando si sono verificati gli spari. Eppure, eccetto la compagna di Signoretti, che ha avvertito due colpi secchi alla porta scambiandoli per petardi lanciati in strada, nessuno ha sentito alcunché.
L’ipotesi che abbiano usato il silenziatore appare la più probabile e questo elemento porta a pensare che l’esecutore dell’attentato sia, nel migliore dei casi, un collezionista di armi. Naturalmente è anche molto altro perché ci vuole una buona dose di determinazione nel mettere a punto l’esplosione di una bomba e lo sparo di sette colpi contro la casa e la macchina dell’imprenditore. Il quale è stato seguito dall’attentatore fino al ritorno a casa. Qui lo sconosciuto ha atteso che la famiglia andasse a letto e che tutte le luci si spegnessero. A quel punto, è passato all’azione sparando.
Eccetto che per i due colpi alla porta, esplosi in mezzo alla strada, gli altri cinque contro la Mercedes ML sono stati sparati dal marciapiede opposto, dove il malvivente ha potuto nascondersi tra il fogliame delle piante. L’ultimo colpo ha centrato il fanale posteriore della vettura e il bossolo è stato ritrovato al centro della strada. Probabilmente l’uomo se n’è andato percorrendo a piedi un tratto di strada in direzione del mare. In tutta la via, non ci sono telecamere fisse ed è stato impossibile trovare un minimo riscontro che testimoniasse la presenza dell’attentatore. C’è un’ultima possibilità: la telecamera del semaforo dell’incrocio Statale-viale della Repubblica.
Roberto Damiani
Un bagno di folla ha accolto a Carpegna il passaggio del 91° Giro d’Italia, dopo 34 anni dall'ultima apparizione della maglia rosa. La corsa è passata sui tornanti del monte Cippo, proprio di fronte al monumento dedicato a Marco Pantani (nella foto)