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Scavo, i tifosi: "Più italiani e compatezza"

Un viaggio fra i desideri e le riflessioni dei tifosi biancorossi. "Siamo stati troppo severi"

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Tifosi all'AdriaticArena Pesaro, 15 maggio 2008 - Calma piatta attorno al basket in questi giorni, ma la curiosità dei fans biancorossi sul futuro non cala mai, nemmeno quando scarseggiano le notizie. I tifosi sono comunque attenti a quel che succede, comprendendo bene che una squadra più forte ed obiettivi più ambiziosi non possono prescindere da un budget più sostanzioso. Gli umori sono comunque abbastanza positivi e i desideri sembrano comuni: una squadra vera, nella quale identificarsi sempre di più.

 

Davide Perugini vorrebbe ''più italiani in squadra e un ringiovanimento che porti alla costruzione di un altro progetto dopo quello che ci ha riportato in serie A. E’ il momento di consolidarsi a un livello più alto, speriamo che le forze economiche siano ancora compatte''. Un desiderio pienamente condiviso da Davide Ippaso che ammette ''di essersi disamorato durante l’anno per gli atteggiamenti di alcuni americani che non mi sembravano così interessati all’andamento della stagione. Troppo umorali, troppi alti e bassi che all’esterno riflettevano l’immagine di un gruppo che stava perdendo compattezza. Il personaggio a cui mi sono affezionato di più alla fine dei conti è l’allenatore: Pino Sacripanti è bravo ed appassionato e ha tenuto insieme con abilità un gruppo difficile sotto tanti profili''.

 

Un tifoso molto particolare, è Andrea Rinaldi che 12 anni veste i panni dell’Ape, dunque vede le cose un po’ più da vicino essendo a.. uno spogliatoio di distanza dalla Scavolini Spar: ''Secondo me i tifosi pesaresi sono troppo lagnosi, dovrebbero ricordare attraverso quali traversie siamo passati prima di storcere il naso. Da quando è rinata la nuova società, ha sempre rispettato i piani; va bene abbiamo mancato i playoff ma di un soffio e la squadra che avevamo non poteva fare molto di più. Anche io amerei vedere qualche italiano in più, anzi qualche pesarese in squadra ma so anche che non tornerebbero volentieri in città perché il pubblico è sempre stato troppo severo con loro. Forse dobbiamo fare un po’ di auto-critica: il nostro è un ambiente che aiuta o distrugge i giocatori?''.

 

Palla presa al volo da Sergio Ginepro, storico appassionato: ''Non è semplice identificarsi in una squadra che si schiera in campo con cinque americani. Perciò quando sento i nomi di Cinciarini o Maggioli mi si allarga il cuore. Non bisogna dimenticare, comunque, che alla fine quello che ti fa innamorare è una squadra che gioca bene, a prescindere dalle nazionalità''.

 

Infine Rodolfo Filippini, che lancia una proposta per il consorzio: ''Ho tanti amici che oggi fanno gli imprenditori, sarebbe bello che più pesaresi possibili si impegnassero nel consorzio, un’idea originale che altre città di basket ci stanno copiando. E non vedo dove sarebbe lo scandalo se il sindaco prendesse la presidenza di questo gruppo di imprenditori. L’importante è tener vivo in città uno sport che sta tenendo insieme un sacco di generazioni nel più bel palasport d’Italia''.

Elisabetta Ferri

 









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