La 'Festa Pesaro 2008' si terrà in centro storico, da venerdì 22 agosto a sabato 6 settembre. Il Pdl e Confcommercio: "E' mancata qualsiasi forma di confronto". Amone: "Stavolta faremo più che un totem" Commenta
Pesaro, 10 maggio 2008 - Inevitabili e pepatissime, sono arrivate le reazioni. Dopo l’annuncio del Pd che anche quest’anno la 'Festa dell’Unità' si svolgerà nel centro storico di Pesaro, e tra l’altro con un nome diverso — si chiamerà infatti 'Festa Pesaro 2008' — gli esponenti del Pdl si sono lanciati per manifestare il dissenso nei confronti dell’iniziativa. Irritati anche dal fatto che il nuovo nome sempre di più fa tutt’uno tra iniziativa di partito e città intera. Il segretario comunale di Forza Italia, Dario Andreolli e il capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, Massimiliano Nardelli, non hanno infatti usato mezzi termini: "Nonostante lo scorso anno la festa dell’Unità abbia lacerato la città — dice Andreolli —, provocando lo scontro tra i favorevoli e i contrari alla sua ubicazione nel centro storico, la dirigenza del Pd continua la campagna di propaganda a spese nostre. La mancanza di senso istituzionale porta oggi gli organizzatori a cancellare qualsiasi riferimento politico ad una festa che è politica. Adesso, la vogliono addirittura far passare per festa cittadina...".
"Non c’è stata alcuna forma di confronto su questa decisione — interviene Nardelli — veniamo a sapere dalla stampa che il Pd, con il beneplacito dell’amministrazione, ha riproposto la sua festa politica. Un atteggiamento arrogante e provocatorio".
Mancano tre mesi all’inizio della festa (inizierà il 22 agosto per concludersi il 6 settembre): cercherete di evitare questo bis?
"Utilizzeremo tutte le vie democratiche — riprende Andreolli — per impedire che l’ennesima lacerazione venga portata in città. Citando le parole del presidente Cei Angelo Bagnasco, riferite alla situazione italiana, potremmo fare un parallelo con Pesaro: siamo alle prese con un tessuto cittadino disgregato e ridotto a coriandoli".
Quest’anno, con la Notte bianca il 21 giugno, ed una serie di eventi che daranno più vitalità all’estate pesarese, c’era bisogno di organizzare questa festa in centro?
"Non è pensabile che venga strumentalizzato il disagio giovanile — continua il giovane segretario di Fi —, provocato dalla mancanza di attrattive, per proporre eventi dalla chiara colorazione partitica. Dunque, questa giustificazione deve essere smascherata. Pesaro necessita di politiche che invoglino gli imprenditori ad investire nel turismo: due settimane di festa non risolvono nulla".
Questo evento, secondo voi, ancora una volta avrà come obiettivo creare quel «consenso» utile a rivincere le amministrative del 2009?
"Il Pd sembra non aver imparato nulla dalla recente sconfitta alle elezioni politiche — conclude il segretario comunale di Forza Italia —. I cittadini sono stanchi di scelte fatte da pochi, che ricadono sull’intera collettività".
E’ vero che il nuovo nome dato alla festa vi irrita ancora di più?
"E’ necessario fare chiarezza a partire dal titolo — aggiunge Nardelli —. "Festa Pesaro 2008" non potrà mai essere la festa della città perchè stiamo parlando di un appuntamento che altro non è che la vetusta Festa dell'Unità. Peccato che gli amministratori non parlino mai dei disagi provocati alla circolazione e dei costi aggiuntivi sopportati dal Comune per i pattugliamenti e la sistemazione degli spazi, delle perdite economiche dei commercianti e del problema dei parcheggi".
"Hanno commesso lo stesso errore di Veltroni — interviene Francesco Amone, esponente del Pdl —: cambiare nome, negando la propria storia, in politica non paga".
Tutto ciò andrà a vostro vantaggio alle prossime consultazioni?
"Credo di sì, perché un’amministrazione che va contro le 9.000 forme di protesta (tra e-mail, firme, lettere ecc..) raccolte l’anno passato, si dà la zappa sui piedi".
Come manifesterete il vostro dissenso?
"A 360 gradi, probabilmente con modi più eclatanti di una semplice raccolta firme o di un totem...".
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