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SCAVOLINI SPAR

Serve almeno un colpo italiano

Per rimpiazzare Podestà ecco l’elenco dei free-agent di casa nostra. Domani partono i playoff: "Un'eliminazione che brucia ancora"
 

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Robert Fultz, cestista Scavolini Spar, Pesaro Pesaro, 9 maggio 2008 - Domani cominciano i playoff e Pesaro è alla finestra. Sono passate due settimane ma un po’ brucia ancora, come ammette Stefano Vellucci: ''I playoff ce li saremmo meritati per l’annata che abbiamo fatto — dice — ma, se non ci siamo, allora vuol dire che qualcuno è stato più bravo di noi. A un certo punto, l’euforia era talmente alta che si pensava che questa fosse una squadra da prime 4, però l’aveva detto Dan Peterson che non sapeva con quali mezzi avevamo costruito la Vuelle. Noi sapevamo che, se fosse andato tutto liscio, al massimo potevamo aspirare a infilarci nei playoff. Non è successo per classifica avulsa, diventa perciò l’obiettivo del prossimo anno''.

 

Anche se sarà più difficile perché club come Benetton e Virtus Bologna non potranno fallire ancora e la Fortitudo, che si è infilata tra le otto al fotofinish medita già il riscatto. Magari Capo d’Orlando non ripeterà il miracolo del 6° posto e per Avellino non sarà facile trattenere i suoi gioielli ma questo non cambia la sostanza: questo è stato un campionato anomalo e nel prossimo per lasciarsi dietro 10 squadre bisognerà allestire un organico all’altezza, senza incertezze.

 

''Opere di recupero sociale non ne facciamo più'' ha scherzato Vellucci riferendosi agli umori ballerini di Slay: ''Se devo essere sincero — prosegue il presidente — l’unico ad essersi espresso nettamente al di sotto delle sue qualità è stato Ron. Forse non si è trovato, ma noi abbiamo fatto tutto il possibile per metterlo a suo agio''.

 

Intanto, il consorzio ha tenuto la sua riunione nella serata di mercoledì: all’appello mancavano 8 soci. ''Eravamo in 10, tutti con la volontà di proseguire il nostro impegno — dice Cangiotti della Pica, vice presidente del consorzio —. Abbiamo iniziato a ragionare sulle nuove norme, forse cambieremo qualcosina. Ma non è che chi mancava non ci sta più, semplicemente mettere insieme 18 imprenditori nello stesso giorno è difficile, ognuno ha i suoi impegni. E comunque, anche se così fosse, non è il caso di puuntare l’indice: è gente che almeno fin qui ha fatto qualcosa e va comunque ringraziata''.

 

Il mercato, per ora, non registra sussulti. Anche se ci finiranno più italiani di quel che si pensa in scadenza di contratto: dai lunghi Michelori e Chiacig, ai play Mordente e Di Bella, dai veterani Bonora e Galanda, ai giovani Vitali e Cavaliero, per finire coi pesaresi Malaventura e Flamini. Insomma, un po’ di materiale su cui lavorare c’è e almeno un colpo Pesaro deve farlo perché ha perso Podestà e ha da offrire almeno il compenso che garantiva al centro ligure. Non è poco.










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