La giocatrice simbolo della squadra che ha appena vinto lo scudetto è venuta a trovarci e ci ha svelato alcuni 'segreti': "Vercesi prima della finale ci ha bregalato una medaglietta di San Francesco". Il retroscena: "Quel giorno della lite con Mari a Novara l’avevo ripresa e lei mi ha messo le mani al collo"
Pesaro, 8 maggio 2008 - Non è ancora tutto disperso per il mondo lo squadrone che ha portato lo scudetto del volley a Pesaro, tornando a far palpitare d’orgoglio la città vent’anni dopo il primo trionfo nel basket. La giocatrice simbolo del tricolore è ancora tra noi per qualche giorno. Carolina Costagrande ieri è venuta a trovarci in redazione.
Il dopo scudetto. ''E’ stata una settimana ricca di festeggiamenti — dice — tra cene e serate in discoteca. La festa più bella? Quella alla Palla: mamma quanta gente''.
La vacanza. ''Resto ancora qualche giorno a Pesaro poi parto per l’Argentina. Raggiungerò la mia famiglia, è un sacco di tempo che manco''.
Il regalo. ''Mi piacerebbe fare un viaggio rilassante, magari in un posto di mare, con le mie due sorelle. Ma ancora non so dove e quando: una lavora, l’altra ancora studia''.
La squadra. ''Sarebbe bello che rimanesse la stessa. Tutte le mie compagne hanno espresso la volontà di rimanere. Stiamo bene insieme, il gruppo è compatto e può fare grandi cose anche nella prossima stagione. Sarebbe un peccato se qualcuna se ne andasse. Molte di noi sono corteggiate da altri club, io stessa da un paio di anni. All’estero pagano bene, ma preferisco rimanere qui a Pesaro''.
La Champions. ''Avremmo potuto vincerla anche due anni fa. Il prossimo anno, se la squadra è la stessa, può essere la volta buona, con un po’ di esperienza in più''.
L’allenatore. ''Io mi trovo bene sia con Zé Roberto che con Angelo Vercesi. Rimangono entrambi? Beh, sarebbe il massimo''.
Il successo. ''Il tricolore non ci imborghesirà. La società è umile, cura il rapporto umano e punta su persone che non se la tirano''.
Ai ferri corti. ''Sì, qualche volta abbiamo anche litigato. In gara1 di semifinale a Novara Mari ad un certo punto non riusciva a buttare giù un pallone. Allora ho sbottato e le ho urlato "E dai Mari fai un punto". Lei mi ha preso per il collo. Le compagne per coprire lo screzio ci hanno stretto in un abbraccio. Il pubblico non si è accorto di nulla. La partita poi l’abbiamo stravinta. Dopo la doccia io e Mari ci siamo guardate e abbracciate forte. Il mio rapporto con lei è come quello che ci può essere tra due uomini, schietto. Credo che non mi capiterà mai più di stringere un rapporto così diretto con una compagna di squadra''.
Santi in paradiso. ''Il giorno di gara3 della finale a Perugia, abbiamo finito di pranzare presto e Vercesi ha chiesto se qualcuna volesse andare con lui ad Assisi, tanto la partita era alle 21. Io sono rimasta in albergo. Quando è tornato ha regalato a tutte una collanina con la medaglietta di San Francesco. Alcune di noi l’hanno indossata la sera stessa della gara scudetto. Io l’ho legata con un laccetto alle mutande''.
Il palas. ''Vogliamo continuare a giocare al vecchio hangar. Avere davanti quel muro di folla è una sensazione unica. Guardando le foto mi sono meravigliata di quanta gente c’era''.
L’amore. ''Sono single, ma ho tanti fans in giro per l’Italia''.
Il fisico. ''In due anni di allenamenti coi tecnici brasiliani ho acquisito potenza. Ho messo su sei chili di muscoli, eliminando il grasso. Zé e Angelo puntano molto sui pesi. All’inizio ero perplessa, adesso mi sento molto più forte. Alla fine delle partite non sono mai stanca. La forza che ci metto nel primo salto è uguale a quella dell’ultimo''.
L’estate. ''Per la prima volta farò beach volley, in coppia con Brussa. Passerò l’estate a Pesaro. Inutile nasconderlo, qui mi trovo benissimo: la città è piccola ma offre di tutto. Il luogo che abbiamo più frequentato? Donn’Amalia. A proposito, grazie per come ci hanno accolto quella notte''.
Malinconia. ''Già mi mancano le compagne, i playoff, la festa scudetto, gli allenamenti. Non vedo l’ora di ricominciare''.
Beatrice Terenzi
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