Italia News
SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
I NOSTRI SOLDI

Un pieno sempre più vuoto,
il caro benzina affonda tutti

Un autotrasportatore: "Rispetto all'anno scorso pago ogni volta 100 euro in più per un pieno". I gestori fanno i salti mortali per tenersi i clienti. La protesta: "Ci vorrebbero prezzi differenziati per chi col camion ci deve lavorare"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Distributore di benzina Pesaro, 7 maggio 2008 - Un pieno di rabbia. Il caro greggio spinge i prezzi dei carburanti ed esaspera gli animi degli automobilisti pesaresi. Per ogni ‘goccia’ di oro nero che i nostri concittadini versano nei loro serbatoi sbiancano come se gli stessero togliendo il sangue. In effetti un pieno oggi costa dai 7 ai 12 euro in più dello scorso anno: un salasso. Nel ponte di inizio maggio 2007 un litro di gasolio costava circa 1,15 euro e la verde circa 1,3. Rispettivamente, 25 e 13 centesimi in meno rispetto ad oggi.

 

"Dallo scorso anno — si lamenta Marco Zaffini, autotrasportatore 39enne —, grazie a questi continui rincari del greggio, ho avuto un aumento di 100 euro a pieno. Rifornisco una volta a settimana e spendo 500 euro a pieno. Al mese sono circa 400 euro in più, rispetto al 2007. Mi dica lei se questa è una cifra che incide o meno sul bilancio di un’azienda. Non si può assolutamente andare avanti così. Ci vorrebbero tariffe differenziate per il trasporto privato e l’autotrasporto. L’impennarsi del prezzo del petrolio rischia di soffocare i piccoli imprenditori come me. Per fortuna ho la tessera sconto e in questo distributore mi servono, facendomi pagare il prezzo del self service. Alla fine del mese è qualche euro risparmiato...''.

 

"L’automobile ormai è una spesa che non si riesce più ad affrontare — aggiunge Giuliano Piermaria pasticcere di 51 anni —. Solo per mantenerla parte metà dello stipendio. Qui se ne approfittano tutti perché dell’auto non si può fare a meno. E’ un continuo aumentare: bollo, assicurazione, ma il primo rincaro che nota il mio portafoglio è quello della benzina. Io metto 10 euro al giorno, tutti i giorni. Ma prima ci facevo molti più chilometri. Sa quante brioches devo vendere per comprare un litro di carburante? Quattro. E allora alla prossima impennata del greggio...impenniamo anche il prezzo dei cornetti''.

 

Una provocazione che è anche una richiesta d'aiuto, oltre che il desiderio che il governo faccia qualcosa. Ciò che auspica anche Domenico Di Giuseppe, commerciante 47enne: ''Questa macchina va a diesel — afferma —, ma sono finiti i tempi in cui un pieno di gasolio costava molto meno di uno di benzina. Ormai costano uguali. Per fortuna questa macchina è anche aziendale, per cui il carburante mi viene rimborsato. Faccio due pieni a settimana, 65 euro l’uno non sarebbero proprio una sciocchezza. L’anno scorso per fare il pieno mi ci voleva una cinquantina di euro. Ora l’azienda spende 30 euro in più a settimana. Per quanto riguarda il privato... per risparmiare e far quadrare il bilancio, in casa usiamo lo scooter...''

 

''Io sono una di quelle — ironizza infine Marina Marini, parrucchiera di 38 anni e mamma — che ‘per me con gli aumenti non è cambiato nulla: 20 euro di benzina mettevo l’anno scorso e 20 euro metto ora’. La macchina la uso sempre alla stessa maniera, ma indovinate quanto poco mi dura la benzina... Dato che i prezzi continuano ad aumentare, l’unica soluzione per risparmiare sarebbe quella di prendere l’auto il meno possibile, ma come si fa quando si ha un bambino piccolo?"

Tiziana Petrelli

 









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

La Fiocina di Nettuno, Sguanci

La Fiocina di Nettuno
domina il Lido di Fano

E' stata installata martedì mattina nei viali del Lido di Fano la scultura di Lorenzo Sguanci. L'opera è alta 12 metri e pesa 20 quintali ed è l'ultimo intervento di una riqualificazione partita quattro anni fa

LEGGI LA NOTIZIA

Mister Blues

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli