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LA POLEMICA DEI REDDITI

"Operai più ricchi dei padroni:
è uno scandalo da eliminare"

Sull'argomento tasse intervengono sindacalisti e politici. Ghiselli: ''Non c’è pudore. Chi paga per i servizi?''. Il sindaco Ceriscioli: "Non siamo esattori". L'assessore Sabrina Pecchia: "Le dichiarazioni sono fruibili anche in Comune" Commenta

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Modello unico 730 Pesaro, 6 maggio 2008 - Se un macellaio, oppure un idraulico o un albergatore per non parlare di un gioielliere pesarese denunciano da 0 a 3/4mila euro di imponibile annui, forse non è solo colpa del destino. Come possono garantire la sussistenza alla propria famiglia?

 

Dice Roberto Ghiselli, segretario provinciale Cgil: ''Quello che emerge è semplicemente scandaloso. Siamo al punto che gli operai denunciano imponibili cinque volte superiori ai datori di lavoro. Non c’è pudore. Chi garantisce i soldi alla sanità, alle forze di polizia, all’istruzione, all’assistenza, chi se non i lavoratori dipendenti? Basta, credo che sia arrivato il momento di finirla''.

 

''Se al fabbisogno dello Stato pensano per il 70 per cento i lavoratori dipendenti, non è così invece al momento di distribuire la ricchezza. Quella se la accaparrano gli autonomi per la maggior parte. Ma c’è un attenuante per dichiarazioni di redditi così sbalorditive. Nel 2005, soffiava un’aria politica che faceva considerare degli ingenui chi pagava per intero le tasse''.

 

''Poi è arrivato Visco ed ha interrotto questi dati tragici. Perché l’evasione fiscale si porta dietro anche benefici per gli evasori come asili gratis, mense, borse di studio, libri, alloggi, bonus di tutti i tipi. Siamo alla beffa. Ci auguriamo che il nuovo governo detassi il lavoratore dipendente e lo metta in condizione di avere benefici nel pretendere le ricevute fiscali per le prestazioni dei lavoratori autonomi''.

 

Amerigo Varotti, segretario provinciale della Confcommercio: ''Chi ha fatto questa porcata delle pubblicazioni dei redditi deve pagarla. Il modo utilizzato da Visco, che considera i contribuenti dei ladri da mettere alla gogna, è inaccettabile. Ha impostato tutta la sua politica così e ne ha avuto già la risposta politica. Il risultato però è stato raggiunto: questi dati vengono utilizzati nella loro crudezza gettando l’uno contro l’altro. Invece i dati vanno capiti. Al di là delle situazioni non regolari che esistono sicuramente, ci sono aziende che detraggono costi superiori ai ricavi, e quindi significa che hanno redditi zero. Ma hanno guadagnato, incassato, e distribuito ricchezza. Solo che hanno anche investito. Il piccolo commercio vive un dramma perché con gli studi di settore hanno pagato di più di quanto hanno guadagnato. La lotta all’evasione fiscale non si fa così. Si deve fare uno studio serio tra Stato e contribuenti. Le dichiarazioni dei redditi devono rimanere segrete e io chiederò i danni a Visco per la sua pubblicazione su internet''.

 

Scrivono i commercialisti di Pesaro: ''Non possiamo esimerci dall’esprimere un suggerimento di carattere tecnico per una corretta lettura e interpretazione dei dati. Occorre sottolineare che il semplice dato relativo al reddito imponibile dichiarato non è, preso a se stante, sinonimo di capacità contributiva. Il contribuente persona fisica potrebbe aver conseguito dei redditi che legittimamente non ha indicato nella propria dichiarazione o che seppur dichiarati, non fanno parte del reddito imponibile''.

 

''Ci si riferisce ad un’ampia casistica che a puro titolo esemplificativo comprende gli interessi sui titoli di Stato, i dividendi, qualora gli stessi siano tassati alla fonte a titolo d’imposta, le plusvalenze relative alla vendita di un fabbricato o di un terreno agricolo posseduto da oltre cinque anni, i redditi tassati separatamente quali il trattamento di fine rapporto, i redditi esenti quali le indennità di accompagnamento, i redditi di attività sportiva dilettantistica fino a 28.158,28, gli interessi percepiti sui depositi di conto corrente''.

 

''Così come non devono essere dichiarate altre somme percepite da terzi come quelle provenienti da successione o donazione. Altri redditi vengono tassati per una parte come le cessioni o i dividendi di partecipazioni qualificate. Tale elencazione, redatta a puro titolo esemplificativo, può far ben comprendere come il semplice dato dell’imponibile dichiarato sia assolutamente parziale per valutare a pieno il rapporto tra quanto percepito ed il tenore di vita di una persona fisica''.

 


Il sindaco Luca Ceriscioli è intervenuto sull’argomento tasse e fedeltà del contribuente: ''Il problema dell’evasione è notoriamente diffuso in tutta Italia e non riguarda certamente soltanto la nostra città. Negli ultimi anni anzi, finita la stagione dei condoni, la situazione mi sembra decisamente migliorata. Promuovere una cultura fiscale diversa è doveroso come pure è necessario aumentare il senso di responsabilità di tutti i contribuenti''.

 

''La trasparenza è sempre condivisibile anche se l’iniziativa di Visco mi è parsa troppo improvvisata e così come è stata impostata sta creando troppe discussioni che si potevano evitare. I Comuni in linea generale non hanno poteri sostitutivi per verificare la congruità dei redditi dei contribuenti, non siamo certo gli esattori dell’Agenzia delle entrate: anche se abbiamo una convenzione con la Guardia di Finanza per verificare i redditi di chi chiede tutte le agevolazioni sociali basate sul reddito. Il nostro compito è quello di reciproca collaborazione fermo restando le rispettive competenze''.

 

L’assessore al bilancio Sabrina Pecchia spiega: ''Innanzitutto non mi scandalizzo per la pubblicazione dei dati perché in Comune sono facilmente fruibili. Va fatta una riflessione invece sul contenuto di quelle dichiarazioni. Il nostro campo d’azione per fronteggiare l’evasione è solo l’Ici. Qui facciamo il massimo. Siamo impossibilitati a muoverci sul fronte dell’Irpef se non per verificare la legittimità della richiesta di contributi pubblici. Ma tornando all’Ici, con la sparizione di questa tassa per la prima casa, rinunceremo a 5 milioni di euro, ma questa somma rappresenta un quarto di tutto l’introito Ici perché il resto, cioè seconde case, fabbriche e altro, valgono 20 milioni di euro. Quindi, come si vede, abbiamo tanto da controllare. Voglio però riaffermare che qualunque cittadino, in ogni momento, può venire in Comune, ufficio tributi, e consultare la dichiarazione dei redditi dei pesaresi''.

Roberto Damiani

 
  • 06/05/2008 16:11
    ROLANDO
    cgl,cisl,uil, etcetera pagano le tasse ? Hanno dei bilanci oppure no? Erano presenti nelle liste on line ? Trovo indecoroso far sapere a tutto il mondo quanto ha un italiano in tasca.
  • 06/05/2008 18:59
    matteo
    e io trovo indecoroso che come lavoratore dipendente devo pagare più tasse e far fatica ad arrivare alla fine del mese, quando imprenditori milionari evadono solo per avere ancora più soldi di quelli che hanno!!!
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