Il presidente dell'Istituto Lauro Costa alza la voce contro alcune valutazioni circolate in questi giorni sulle reali intenzioni delle tre Fondazioni di Macerata, Pesaro e Jesi, proprietarie della Banca, e sulla presunta volontà di voler cedere il 99% delle azioni
Jesi, 5 maggio 2008 - "La Banca delle Marche non è in vendita, ma sta valutando l'accordo migliore con uno dei due partner rimasti in lizza, Credit Agricole e Banca Popolare dell'Emilia Romagna, che le consenta di crescere e acquistare una proiezione internazionale".
Così il presidente della Banca Lauro Costa (nella foto) risponde ad alcune valutazioni giornalistiche sulle reali intenzioni delle tre Fondazioni proprietarie. "Nelle ultime settimane di maggio - continua Costa - stringeremo gli accordi definitivi e alla fine sceglieremo".
Il presidente però smentisce categoricamente la voce messa in giro da qualche azionista su una presunta voglia di vendere il 99% dell'Istituto.
Le tre Fondazioni di Macerata, Pesaro e Jesi, quindi entro maggio, dovranno decidere sulle offerte presentate dalle due pretendenti ancora in lizza: Credit Agricole e Banca dell'Emilia. Entrambe hanno presentato un'offerta sia per l'acquisizione della quota di controllo, "cioè per tutta la banca, sia per una partnership, e oggi - ha spiegato Costa ai giornalisti, a margine di un convegno a Jesi - andiamo a verificare il risultato di questa loro volontà".
Bper, ha aggiunto Costa, "è molto più vicina a noi come mentalità e modello di sviluppo; Credit Agricole è una grande banca internazionale che può darci un'apertura diversa ai mercati. Ma tutte e due hanno positività notevoli".
Comunque ai possibili partner, il cda e le tre Fondazioni hanno posto domande precise: "vogliamo che la banca cresca, che cresca su questo territorio, che i soci di maggioranza contino ancora per 'n' anni come attori di
primo piano, e che la maggioranza dell'azienda resti marchigiana".
A conclusione del suo intervento il presidente Costa ha commentato i risultati raggiunti dall'istituto negli anni. "Banca Marche - ha detto - ha dimostrato nei fatti la capacità di servire il territorio, produrre reddito e utili per i suoi azionisti e di continuare a svolgere in maniera ottima il suo lavoro. Merito certamente dei suoi 3.000 dipendenti". Secondo il presidente, l'azienda ha "la capacità di guardare al futuro e di continuare a sostenere le piccole e medie imprese di questo territorio".
Mercoledì 7 maggio proseguono gli appuntamenti di TeatrOltre. In scena ad Urbino, dalle 21,15, i giovani artisti che hanno conquistato gli spettatori per originalità e progettualità: la compagnia MC/F con 'Soli. Come Petunie in vaso', Debora Petrina con 'She-Shoe', Teodora Castellucci con 'A elle vide' e il duo Juri Roverato e Laura Scudella con 'L’incontro'