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LA CITTA' ABBRACCIA LE COLIBRI'

Bagno di folla per le ragazze del volley
Alla Palla in tre mila per la festa

L’intera città scende in piazza per salutare le campionesse d'Italia. Accolte da star, come il coach che continua a regalare numeri anche sul palco. Valter Scavolini: "Non mi emozionavo così da vent'anni"
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La festa scudetto Pesaro, 1 maggio 2008 - Prima lo scudetto, poi l'esultanza e infine la festa. Le ragazze del volley ne hanno avuta una tutta tutta per loro. Un momento di gloria di quelli che difficilmente si simenticano. Ieri sera erano in tre mila i pesaresi accorsi ad applaudirle alla palla di Pomodoro.

Dopo un aperitivo allo 075 di palazzo Gradari sono arrivate a bordo di un trenino biancorosso (quello d'estate fa fare i giri per la città ai turisti) sulle note di Rossini. Tutte e dodici, rigorosamente in divisa, insieme con il loro capitano Angelo Vercesi. Forse non si aspettavano tanto calore da parte della città. Qualcuna aveva gli occhi gli occhi lucidi, quando i tifosi intonavano i cori, tante volte gridati durante le partite del campionato.

Il primo a prendere la parola sul palco allestito in piazzale della Libertà è stato il sindaco Luca Ceriscioli che si è detto certamente "orgoglioso per questa vittoria, per questo scudetto", come anche il sindaco di Montecchio, Formica (fino ai playoff è infatti stato il palaDionigi di Montecchio ad ospitare le colibrì). Un emozionatissimo e sorridente Valter Scavolini ha sciolto il pubblico con le sue parole di gioia sincera e genuina per questo "scudetto che mancava ormai da vent'anni". E sempre indossando la maglia della squadra. E ancora le aprole commosse del presidente Sandro Sardella e del vice Alberico Miniucchi, che chiedono un applauso per Ze' Roberto, perché "è lui che ha scelto queste ragazze a inizio stagione".

Poi è toccato ad allenatore e giocatrici salire sul palco a prendersi gli applausi. "Sono stato molto fortunato ad allenare la Scavolini: la squadra era già lì, pronta, preparata - ha esordito Vercesi -. Insomma, ho iniziato con il piede destro davanti. Poi questo per me, prima che un lavoro è una passione: insomma, sono sempre con queste ragazze brave, belle, giovani e mi pagano pure!". Sorride acclamato dalla folla, che gli chiede uno dei suoi famosi 'tuffi a terra', che tante volte non è riuscito ad evitare in campo. Prende la rincorsa e si lancia: ovazione.

 

Così è per tutte le ragazze: una per una dicono la loro al microfono: chi un grazie, chi un saluto alla città, in spagnolo, in tedesco, in italiano. Il maxischermo, appositamente montato per l'occasiomne, manda le immagini più belle di garatre, mentre l'impianto stereo manda a tutto volume 'We are the champions". Ancora sorrisi, ancora applausi, ancora lacrime di gioia. Si spengono le luci dei lampioni e si accendono i fuochi d'artificio. Spettacolari, come le ragazze, come la serata.

da. ba.

 









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