Pesaro, 3 aprile 2008 - La gente non ne può più: la situazione in piazzale Carducci sta diventando insostenibile, con circa dieci extracomunitari, provenienti in particolare da Senegal, Camerun, Costa d’Avorio e Kenya, che tutti i giorni dalle 9 fino alla tarda serata stazionano lì, improvvisandosi posteggiatori. Salvo poi dare il benvenuto agli automobilisti con la classica richiesta di spiccioli.
Ci sono almeno cinque punti strategici in città: oltre a piazzale Carducci, anche il parcheggio dietro la stazione, quello davanti all’ospedale in piazzale Cinelli, la zona di fronte alla caserma, nelle adiacenze di Porta Rimini, e via Rossini, mèta di pesaresi a caccia di acquisti.
Tante lamentele, ma la polizia municipale si limita a fare la capatina quotidiana per vedere se ci sono auto in contravvenzione. Così gli extracomunitari continuano il proprio 'lavoro' assolutamente indisturbati. ''La polizia — spiegano alcuni 'vu cumprà' — passa ogni tanto, ma basta nascondersi, per poi tornare tranquillamente nel piazzale''. Buona parte di questi risultano sprovvisti del permesso di soggiorno.
''Non si tratta di essere intolleranti nei confronti degli stranieri — spiegano gli automobilisti — ma soprattutto le donne si sentono giustamente a rischio, vista l’insistenza con cui questi ragazzi pretendono di vendere le proprie mercanzie''. Spesso vengono 'inseguite' fino a quando la malcapitata non molla qualche moneta. Una sorta di tassa che si aggiunge, ovviamente, al ticket del parcheggio.
''Consiglio sempre alle mie amiche — commenta ironicamente Edgardo Biccari, che quasi tutte le mattine parcheggia la propria auto al Carducci — di fare l’abbonamento con questi ragazzi africani. Del resto, basterebbe accordarsi su una cifra fissa, e il problema sarebbe risolto. Parlando seriamente, mi è capitato di rifiutare richieste di denaro, e mi hanno risposto in malo modo''.
La Municipale sembra preoccuparsi solo delle multe: ''Questo è assurdo — continua Biccari — la polizia non fa nulla per risolvere questo problema''. Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: ''Non sono tutti uguali — interviene una signora, impiegata nella pubblica amministrazione — nel mio lavoro mi trovo spesso a trattare situazioni di persone senegalesi, e devo dire che sono molto gentili, davvero persone di cui non si può dire nulla di male. Ma il problema va estirpato alla radice: questi giovani sono in balia di speculatori sicuramente più furbi di loro, che gli forniscono la merce e pretendono che portino a casa una certa somma''.
Nel frattempo due signore cercano di divincolarsi dall’assedio di tre venditori: ''Siamo di Senigallia — dicono — e anche nella nostra città i parcheggi sono pieni di queste persone''. ''Devo essere sincera — dice la più attempata delle due — a me non danno fastidio, ma temo di più gli zingari, perché ho notato che quando gli si rifiuta l’elemosina reagiscono male. Gli africani, per fortuna, sono molto più calmi''. Quale sensazione prova nel vedere i propri ambienti quotidiani popolati da questi nuovi 'ospiti'? ''Mi sembra di non essere più nella mia città — dice — e questo un po’ mi rattrista. Ci vorrebbero interventi da parte delle amministrazioni e della polizia, per insegnare agli extra-comunitari gli stili di vita del nostro Paese''.
Parlando con questi giovani, ci si accorge che non sono affatto persone senza scrupoli, ma forse non hanno ben compreso la realtà italiana: in molti dicono di avere cercato lavoro, senza trovarlo, e sono assidui frequentatori del call center di via XXIV Maggio, dove è possibile effettuare chiamate internazionali e spedire denaro ai familiari. Nonostante la giovane età (sono tutti tra i 25 e i 35 anni) hanno alle spalle storie tutte da raccontare, dense di sconfitte e con un obiettivo fisso: cercare fortuna di là dal mare.
Pierpaolo Bellucci
Cittadini allarmati alla vista di una mucca che pascolava tra le aiuole di piazzale della Libertà. Evidentemente non hanno pensato allo scherzo d'aprile, qualcuno però si deve essere accorto che l'animale era finto