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Oro e gioielli usati, meno burocrazia per chi li ritira

Grazie ad un accordo tra associazioni degli orafi e Questura di Pesaro, saranno semplificate le procedure di annotazione di carico e scarico
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Mostra di gioielli a Palazzo Pitti Pesaro, 1 aprile 2008 - Bracciali, collane, anelli, spille, orecchini. Forse non tutti sanno che per l’oro usato o per i gioielli in riparazione, gli orafi sono tenuti a macchinose procedure di annotazione in appositi registri secondo quanto stabilisce un antico decreto legge risalente al 1939. Si tratta di una pratica obsoleta ed ormai anacronistica che ha creato in questi anni non pochi problemi e perdite di tempo alla categoria. Per questo la Questura di Pesaro, in accordo con le associazioni di categoria Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, ha accolto la richiesta della categoria di semplificare le procedure.

In sostanza la complessità della questione riguardava gli obblighi di legge e le annotazioni a seguito di attività di ritiro di oro usato e la riparazione di preziosi con conseguente dimostrazione della loro provenienza in occasione di controlli da parte della Questura.

Grazie alla richiesta delle associazioni dell’artigianato e del commercio e alla sensibilità e solerzia dimostrata dal dirigente di divisione della Polizia di Stato dottor Lido Scalpelli e dalla dottoressa Scavolini, si è giunti ad un accordo che permette finalmente una semplificazione nella procedura di registrazione.

Richiamandosi alla nota del Ministero dell’Interno, la numero 97364/97, la Questura di Pesaro ha accolto la richiesta di semplificazione di Cna, Cgia, e associazioni del commercio, autorizzando l’utilizzo di bustine di riparazione. Va ribadito che lo strumento principe ai fini del controllo di Pubblica Sicurezza resta il registro delle operazioni giornaliere, e che pertanto le aziende che intendono continuare le annotazioni su tale registro, sono comunque nel pieno rispetto delle norme di legge.

Per coloro che invece intendono avvalersi del metodo bustine di riparazione, le associazioni di categoria ricordano che queste seguono lo stesso criterio del registro e che debbono necessariamente osservare le seguenti condizioni:

• Essere almeno in triplice copia;

• Devono essere vidimate dalla Questura;

• Essere numerate progressivamente;

• Custodite e rilegate per 5 anni oltre la cessazione della attività;

• Contenere tutti i dati indicati dall’art. 247 del regolamento di esecuzione del T.u.l.p.s.

Le associazioni di categoria Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti nel ringraziare il dirigente della Polizia di Stato, Scalpelli, sono a disposizione per ulteriori informazioni.

 









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