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MOTOGP

Valentino, è l'anno del giudizio

Parte domenica in Qatar il motomondiale 2008. La scaramanzia dice che il pesarese ha sempre vinto la prima gara negli anni in cui si è laureato campione del mondo

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Valentino Rossi Pesaro, 6 marzo 2008 - Da un paio di stagioni l’andamento dei suoi risultati pare quello delle borse mondiali sotto la spinta negativa della crisi dei mutui: poco su e parecchio verso il basso, cosa alla quale Valentino Rossi — il '46' per antonomasia, sette volte campione del mondo, 'the doctor' della pista ed 'honoris causa' — non era per niente abituato.

 

Tutta la sua capacità di riscatto, in pista e fuori della pista, 'Vale' se la va a giocare in questa annata 2008, quella dei suoi 29 anni, che è l’anticamera dei fatidici trenta, e che fra l’altro è anche bisestile.

 

Ha chiuso definitivamente l’incresciosa 'bagarre' col fisco, ha chiuso decisamente la sua carriera con le gomme Michelin 'pretendendo' anche lui le sue Bridgestone, adesso gli manca da fare solo una cosa, piccola o grande, possibile o impossibile, dipenderà da lui: tornare ad essere il Valentino Rossi che non guardava in faccia a nessuno, che appena si sedeva in sella diventava un’altra persona, anzi un extraterrestre che volava sopra e avanti a tutti. E sempre col sorriso sulle labbra.

 

I dati tecnici che arrivano dai test della sua Yamaha 2008 dicono che il passo di gara è buono e che meno buono, almeno per ora, è invece il suo rapporto con le gomme da tempo. E questo sarebbe comunque il male minore visto che 'Vale' non è mai stato un innamorato perso del giro della vita.

 

'La nuova moto è molto competitiva — ha dichiarato Valentino — naturalmente abbiamo ancora un po’ di lavoro da fare e abbiamo dovuto fare i conti con alcuni problemi nell’ultimo test, ma ci sono tutte le condizioni per fare bene. Sono contento anche delle nuove gomme Bridgestone e, anche da questo punto di vista, non vedo l’ora di iniziare...'.

 

E, a questo punto, per Valentino da aspettare c’è ancora poco, visto che da domani, in Qatar, parte la prima sessione di prove del primo Gran Premio della stagione che si disputerà domenica sera in notturna. Facendo un rapido rituale scaramantico in previsione di domenica, va detto che, nei cinque anni consecutivi in cui si è aggiudicato il titolo mondiale della classe regina, 'Vale' ha sempre vinto la gara di apertura della stagione.

 

Va anche aggiunto che attualmente la statistica dice che, sempre nella classe regina, lui è già salito sul podio per 99 volte e che se raggiungesse i 100 podi sarebbe il primo pilota di tutti i tempi a realizzare un primato del genere.

 

Per il resto, con riferimento alla stagione che va a cominciare, Valentino si è dichiarato semplicemente 'rilassato e pronto'. Meglio così, perché mai come quest’anno il paddock, la pista e i media saranno frequentati da tanti nemici e avversari: vedere in difficoltà colui che per annate intere ha dettato legge in modo assoluto nel mondo delle due ruote può scatenare sentimenti e passioni incontrollabili e perfino inconfessabili.

 

Dopo dodici stagioni agonistiche, Valentino si trova oggi su uno spartiacque che dividerà comunque in due tronconi la sua già lunga e luminosa carriera: o rientrare definitivamente nel mondo degli umani oppure rilanciare alla grande e tornare alla vittoria come ai tempi andati, dando il via ad una seconda fase di cui solo uno come lui potrebbe essere capace.

 

Una volta si diceva che era uno che 'sui problemi ci camminava', come un fachiro fa sui carboni ardenti. Poi quelle braci hanno cominciato a bruciargli le piante dei piedi, ma i 'santoni' sono piuttosto imprevedibili e ci mettono poco ad essere di nuovo ignifughi.

 

Certo è che per fare tutto questo a Valentino Rossi servirà il massimo della determinazione e della spregiudicatezza, del sangue freddo e della passione, del cinismo e dell’ironia. Insomma di tutto quanto possa fare da supporto e da contorno al suo indiscusso e indiscutibile genio motoristico.

 

I nemici, ripetiamo, saranno tanti, e non solo quelli esterni come il campione in carica Stoner, o il pretendente Pedrosa o il riemergente Hayden. Ma, temibili, saranno anche quelli più vicini a lui, a cominciare da quel Jorge Lorenzo che solo per caso condivide con lui team e moto: è pericoloso assai. Da domani vedremo e sapremo.

Franco Bertini

 









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