Hanno partecipato all'indagine 149 donne e 113 uomini, con un'età media di 32 anni. Il futuro è visto con ottimismo ( dal 45% degli intervistati) anche se viene evidenziato il sfiducia nella scuola come trampolino per entrare nel mondo del lavoro
Modena, 4 giugno 2008 - Sono abbastanza soddisfatti della propria condizione lavorativa, anche se in larga parte non hanno contratti stabili. Subiscono la flessibilità del lavoro, ma la considerano un mezzo utile alle imprese per ridurre i costi e vincoli. Ritengono che per trovare lavoro siano importanti, oltre che preparazione e competenza, fortuna e conoscenze; comunque la scuola non aiuta a entrare nel mondo del lavoro. Sono tutto sommato ottimisti per il futuro.
Conoscono e apprezzano il sindacato, al quale chiedono di fare contratti per avere salari più alti, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, la possibilità di conciliare lavoro e famiglia. È questa in sintesi la fotografia dei giovani modenesi scattata da una ricerca realizzata dalla Cisl di Modena.
"La nostra indagine sui giovani lavoratori nasce per conoscere la loro attuale situazione lavorativa, ma anche per capire il rapporto che esiste tra giovani e sindacato, quanto è conosciuto e quali sono i nuovi bisogni emergenti ai quali il sindacato è chiamato a dare risposte", spiega il segretario provinciale della Cisl Francesco Falcone. "La ricerca, la prima effettuata dalla Cisl di Modena, indica la volontà della nostra organizzazione sindacale di prestare maggiore attenzione alla fascia lavorativa più giovane, quella che vive con più grande partecipazione gli effetti dei cambiamenti che stanno investendo il sistema economico".
L'indagine è stata realizzata sulla base di un questionario predisposto tenendo in considerazione la letteratura esistente sulle tematiche indagate. I questionari sono stati raccolti a Modena e provincia da operatori e delegati della Cisl. Hanno partecipato all'indagine 262 lavoratori (149 donne, 113 uomini), con un'età media di 32 anni. Per quanto riguarda il titolo di studio, quasi la metà degli intervistati (126 persone, il 48,09 per cento) è in possesso di diploma.
Seguono i laureati (94, pari al 35,87%) e i giovani in possesso di licenza di scuola media (42 persone, cioè il 16,03%). La maggioranza degli intervistati ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato (115 persone, pari al 46%); complessivamente, però, prevalgono i giovani con contratti flessibili, cioè a tempo determinato (76 persone, pari al 30%), di collaborazione (34 giovani, cioè il 14%), di lavoro somministrato (il 6%, ovvero 16 persone).
Dieci persone hanno altri tipi di contratto, mentre undici intervistati non hanno indicato la natura del proprio contratto. Il questionario ha indagato sei aspetti: la flessibilità lavorativa, il grado di soddisfazione del lavoro, la ricerca del lavoro, futuro, il rapporto scuola-lavoro, il giudizio sul sindacato. Sul primo punto la maggioranza degli intervistati afferma di aver accettato la flessibilità in mancanza di un lavoro stabile o a tempo indeterminato.
Del resto il 60 per cento è convinto che le forme atipiche non vadano affatto incontro alle esigenze dei giovani, ma che servano soprattutto alle imprese per abbassare i costi e ridurre i vincoli burocratici e sindacali.
Giudizio contrastante per la soddisfazione lavorativa, perchè a fronte di un 45% di persone molto o abbastanza soddisfatte, ci sono 103 giovani (il 41,2%) scontenti per lo stipendio, un 30% insoddisfatto per la fiducia ricevuta dal datore di lavoro e appena 15 persone felici per le opportunità di carriera. Darsi da fare, possedere competenze e capacità, ma anche avere fortuna ed essere raccomandati. Ecco nell'ordine cosa serve per trovare lavoro secondo i giovani modenesi intervistati dalla Cisl.
In sostanza la ricerca del lavoro viene vista come un'attività influenzabile da elementi esterni alle caratteristiche personali. Sul futuro le risposte tendono lievemente all'ottimismo, sia per i lavoratori fissi che flessibili, anche se questi ultimi vedono ovviamente meno stabile il proprio futuro lavorativo. La maggioranza dei giovani non svolge un lavoro coerente con gli studi effettuati, e comunque quasi la metà (123 persone, cioè il 47,3 per cento) ritiene che la scuola prepari poco all'ingresso nel mondo del lavoro. Il sindacato è conosciuto soprattutto grazie ai servizi e ai contratti. Proprio la contrattazione per aumentare i salari, tutelare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e' l'attivita' che la maggioranza si attende dal sindacato.
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