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CONTROLLI DELLA FINANZA

Maxi-evasione da 190 milioni di euro,
nei guai una società tedesca

Le fiamme gialle nel corso di verifica fiscale condotta nei confronti di un'azienda italiana operante nel settore meccanico, ha scoperto un sistema attraverso il quale una società tedesca consociata di quella italiana avrebbe sottratto a imposizione fiscale redditi per 164 milioni e Iva evasa per 25 milioni

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guardia di finanza Modena, 15 maggio 2008 - La Guardia di Finanza di Modena, nel corso di una verifica fiscale condotta nei confronti di un'azienda italiana operante nel settore meccanico, ha scoperto un sistema attraverso il quale una società tedesca consociata di quella italiana avrebbe sottratto a imposizione fiscale redditi per 164 milioni di euro e Iva evasa per 25 milioni.

  

Ha scoperto infatti l'esistenza, presso la stessa azienda, di un contratto di agenzia per la cessione in esclusiva in Italia di beni prodotti da una società tedesca, contratto in base al quale la società italiana ha percepito compensi provvigionali minimi giustificati dallo svolgimento di apparenti limitate funzioni. Le Fiamme Gialle hanno ritenuto che tale contratto fosse stato stipultato ad hoc con la società tedesca per eludere la normativa sulla 'stabile organizzazione', un termine previsto dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni e che sta a indicare una sede di affari per mezzo della quale un'impresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello Stato.

 

Dagli accertamenti compiuti, la Guardia di Finanza ha rilevato all'interno dell'azienda italiana consociata l'esistenza di una struttura commerciale formata da persone e mezzi alle dirette dipendenze della società tedesca che - sottolinea il Comando della Gdf di Modena - ha svolto, in realtà, funzioni ben più ampie, non limitandosi alla sola intermediazione dei rapporti con i clienti bensì vendendo la merce direttamente sul territorio nazionale. Applicando le norme sulla fiscalità internazionale, gli uomini del Colonnello Giordano sono giunti alla conclusione che questa struttura commerciale fosse una stabile oprganizzazione della società tedesca, 'nascosta' all'interno della consociata italiana.

 

Ciò ha consentito di 'riqualificare' l'apparente attività di intermediazione come effettiva attività d'impresa svolta in Italia dalla società tedesca, determinano di conseguenza in capo alla 'stabile organizzazionè l'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia. Non avendo ottemperato a tale obbligo, l'azienda estera ha sottratto in tal modo a tassazione oltre 164 milioni di euro di elementi positivi di reddito ed Iva dovuta per oltre 27 milioni di euro.

 









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