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Sosta gratuita per i politici
"Noi del Pd rinunciamo"

Andreana, capogruppo del ‘partitone’ in Comune, dopo le polemiche per la deroga che consente ad assessori e consiglieri di parcheggiare gratis sulle strisce blu, fa retromarcia: "Proporremo di cancellarla. Se non sarà accettata rinunceremo al privilegio personalmente. Ma non chiamateci casta" Commenta

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Parchimetri sui viali Modena, 8 maggio 2008 - "VA BENE. Noi consiglieri e assessori del Partito democratico siamo disponibili a rinunciare a quello che viene considerato un privilegio: la sosta gratuita. Ma non chiamateci casta". Il capogruppo del Pd in Comune Michele Andreana, dopo la campagna del Carlino, è disposto ad ammettere che, "anche se si tratta di una piccola cosa", la possibilità di parcheggiare senza sborsare un solo euro in tutti i posteggi della città «può risultare particolarmente odiosa». Ma appena si pronuncia la parola ‘casta’, Andreana si infiamma: "Eh no, casta proprio no", tuona. Lui si infuria, ma anche i modenesi si sono infuriati — e lo sono ancora — quando hanno scoperto che i consiglieri e gli assessori comunali e provinciali, oltre ai presidenti di circoscrizione, possono ignorare bellamente i parcometri che invece svuotano le tasche — e fanno saltare i nervi — a chi non «espleta attività relative al proprio mandato». Vale a dire ai comuni mortali. Che però in centro e zone limitrofe comunque lavorano e vivono. o semplicemente fanno shopping. Il messaggio è arrivato forte e chiaro in via Divisione Acqui e i vertici del ‘partitone’ non hanno esitato un attimo. Detto, fatto: "Rinunciamo". Ma c’è di più. Nel caso in cui gli altri ‘schieramenti’ non siano d’accordo, "noi del Pd rinunceremo alla deroga ugualmente, e lo faremo a livello personale".

 


Allora Andreana, di ‘casta’ non vuole sentire parlare. Ma certamente la sosta gratis in una città che ha enormi problemi di parcheggio un privilegio lo è. E’ d’accordo?

"Infatti noi siamo disponibili a fare un passo indietro. Nessuna difficoltà. Non dobbiamo alimentare l’idea sbagliata di una casta che non esiste".

 
L’iter quale sarà?
"Noi del Pd proporremo di cancellare la deroga durante la prossima conferenza dei capigruppo. Poi si dovrà passare alla modifica della delibera".


Nel caso non ci fosse unanimità?
"Rinunceremo al privilegio personalmente".


Quindi avete percepito anche voi il fatto che questa situazione ha creato in città molta rabbia?
"Certo".


Perché, secondo lei?

"Perché chi lavora e vive in centro deve fare i conti, tutti i giorni, con il problema dei parcheggi".


Quindi il problema c’è?

"Beh, la situazione così com’è non va bene, questo è sicuro. Infatti questa legislatura ha varato un piano sosta che prevede anche la riorganizzazione della mobilità pubblica. Al Novi Sad, per esempio, stanno cominciando i lavori".


Li potenziamo o no questi parcheggi?
"Sì. Da parte nostra non c’è nessuna sottovalutazione del problema".


Andreana, bisogna lavorare anche sul servizio pubblico: se funzionasse come dovrebbe, probabilmente anche sul fronte posti auto le cose andrebbero meglio.
"Gli autobus vanno ulteriormente potenziati. Però, attenzione. Le navette che partono ogni dieci minuti dai due parcheggi scambiatori del parco Ferrari e di via Campi, partono regolamente vuote. Tutti vogliono mettere l’auto vicino al centro. Ed evidentemente ci riescono".


Pagando. E pure tanto.
"Adesso pagheremo anche noi. Qualche anno fa, durante la giunta Barbolini, avevamo rinunciato all’accesso alla ztl e ora rinunciamo alla deroga al parcometro. Anche se, a onor del vero, già una parte di consiglieri va in centro a piedi o in bici".


Non significa nulla: è il principio.

"Se è il principio allora precisiamo anche che un consigliere comunale eletto dai cittadini lavora per la comunità oltre il suo normale lavoro. Spesso, in consiglio comunale o in commissione siamo impegnati anche dieci ore al giorno. Non è poco. Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese: 90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni commissione".


Totale mensile?

"Circa 680 euro lorde di media. Poi dipende dal numero delle commissioni".


E gli assessori?
"Sui 2mila euro al mese. Netti".
"E adesso — dice Andreana con tono di sfida — voglio fare io una domanda: con queste cifre, si può parlare di casta?". Ai modenesi la risposta.

di Barbara Manicardi

 
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