PESTATA da un gruppo di studentesse dell’istituto professionale ‘Cattaneo’ di Mirandola, dopo gli apprezzamenti fatti su un sito internet (www.priscilla.it) al suo fidanzatino. La brutta vicenda è accaduta martedì, all’uscita da scuola, quando una quindicenne residente nella bassa Mantovana, e iscritta alla prima classe dell’istituto tecnico ‘Luosi’ sempre di Mirandola, è stata accerchiata da alcune studentesse, due extracomunitarie e cinque o sei mirandolesi. La ragazza è stata picchiata al punto da dover essere portata al pronto soccorso.
«LE HANNO tirato i capelli fino a strapparglieli, poi l’hanno presa a calci e a pugni, apostrofandola con brutte parole», racconta uno studente del ‘Luosi’, che ha assistito, assieme a tanti, alla violenza consumata fuori dal cancello della scuola. La giovane, poi medicata al pronto soccorso per ecchimosi e contusioni varie, dovrà tenere il collarino per una decina di giorni. «I genitori dell’alunna — riferisce la preside dell’istituto ‘Luosi’ Maria Cristina Mignatti, che ieri mattina ha presentato un esposto al commissariato di Mirandola — hanno espresso la volontà di non denunciare le responsabili della violenza». Quanto alle studentesse, nei loro confronti non sarà presa alcuna misura disciplinare, perché l’episodio si è verificato fuori dagli istituti scolastici. Un fatto gravissimo, nato appunto da alcuni commenti anonimi:_ «Sei bellissimo… Noi siamo libere…», apparsi on line, e che la gelosa quindicenne aveva attribuito a una studentessa del secondo anno del Cattaneo.
I DUE fidanzatini, infatti, l’avrebbero incontrata casualmente lo scorso sabato in una discoteca della Bassa modenese. «E così, il martedì mattina, la vittima, decisa più che mai a fermare sul nascere qualsiasi interferenza sulla sua relazione, ha affrontato la potenziale (o potenziali) rivale in amore con parole decise. «Sei stata tu, lui è solo mio… non permetterti mai più…», e via di seguito.
L’ALTRA, che ha respinto le accuse, accecata dalla rabbia l’ha poi attesa al varco all’uscita da scuola, con le compagne pronte a difenderla. «Dei tantissimi giovani presenti al pestaggio — raccontano alcuni genitori — nessuno che abbia avuto il buon cuore di chiamare i professori o i bidelli, oppure il 113. Sempre pronti col telefonino in mano a fare filmati, e poi, quando è il momento di intervenire… nessuno fa niente». Ieri mattina gli agenti che stanno conducendo le indagini sull’increscioso episodio, hanno incontrato la preside Mignatti, a capo degli istituti Luosi e Cattaneo, che a sua volta ha convocato le alunne responsabili del fatto e i loro genitori.
di Viviana Bruschi