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MUSEO DELLA FIGURINA

In mostra le etichette da incollare sulle valigie

La mostra (dal 18 aprile al 13 luglio), a cura di Thelma Gramolelli, è suddivisa in 7 sezioni; ricrea con bauli, valigie originali, guide turistiche storiche e cartoline l'atmosfera che accompagnava i viaggi di un tempo

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Etichette Modena, 14 aprile 2008 - Compagne di viaggio dei globetrotter della fine dell'Ottocento, le etichette da incollare alle valigie, con i loro colori sgargianti e le loro trovate grafiche, sono state molto di più che graziosi materiali da decorazione. A questi piccoli oggetti, che agli esordi erano considerati talismani e poi sono diventati veri e propri status symbol, il Museo della Figurina di Modena dedica, dal 18 aprile al 13 luglio, la mostra "Il giro del mondo in etichetta", realizzata con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la collaborazione di Robintur Agenzie Viaggio. L'ingresso è gratuito.

  

La mostra, a cura di Thelma Gramolelli, è suddivisa in 7 sezioni; ricrea con bauli, valigie originali, guide turistiche storiche e cartoline l'atmosfera che accompagnava i viaggi di un tempo e sarà inaugurata venerdì pomeriggio. Oltre 300 pezzi, databili dalla fine dell'Ottocento fino agli anni Sessanta del secolo scorso, raccontano di alberghi, villeggiature, mete esotiche, scenari da fiaba, natura incontaminata e ospitale, facchini-angeli custodi che alleviano le fatiche del viaggiatore in un viaggio virtuale attraverso i continenti, da Tokyo a Chicago, da Mosca a Bombay, l'attuale Mumbai, da Assab a Hong Kong.

 

Di gran lusso le etichette dei Grand-Hotel, capaci di sedurre il visitatore rappresentando scenari da fiaba, una natura incontaminata e ospitale, luoghi ameni in cui praticare sport e ritrovare il benessere. Il riconoscimento dell'appartenenza ad un ceto sociale elevato, infatti, avveniva anche grazie alle etichette incollate sulle valigie, che evidenziavano la possibilità di intraprendere lunghi e costosi viaggi. Dal punto di vista grafico, soprattutto tramite le straordinarie invenzioni compositive di Mario Borgoni e Filippo Romoli, sarà possibile individuare anche l'evoluzione dei modelli artistici a cui si rifanno le etichette, dallo Stile Liberty all'Art Dèco.

 

Furono queste le due correnti che meglio fornirono gli strumenti per creazioni che non hanno nulla da invidiare alle attuali campagne pubblicitarie. Nonostante il carattere popolare delle etichette, non mancano esempi di sperimentazione d'avanguardia, influenzati dall'astrattismo e dal post-cubismo, e soluzioni tipografiche di netta ascendenza Bauhaus. L'intera collezione di etichette d'albergo del Museo della Figurina appartiene al fondo Gambini-Ruggiero, raccolta notevole sia per quantità che per qualità dei materiali la quale, oltre alle etichette d'albergo presenta piccoli materiali a stampa, quali bolli chiudilettera, carte di caramelle, profumi e cioccolatini.

 









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