L'indagine, della Dda di Bologna, era partita a seguito del ferimento di un imprenditore edile originario della provincia di Caserta, avvenuto l'8 maggio scorso a Castelfranco. Il Comando provinciale di Modena ha intercettato un "sodalizio criminale" facente capo a Raffaele Diana, 54 anni di San Cipriano
Bologna, 1 aprile 2008 - I Carabinieri di Modena hanno fermato sei persone per associazione a delinquere di stampo camorristico finalizzata a commettere estorsioni ai danni di imprenditori edili. Le persone fermate facevano capo ad un noto latitante. I militari hanno cominciato ad indagare a seguito del ferimento di un imprenditore edile originario della provincia di Caserta ma da anni a Modena, avvenuto l'8 maggio scorso a Castelfranco Emilia (Modena). Il Comando provinciale di Modena ha quindi intercettato un "sodalizio criminale stabilmente dedito al taglieggiamento di imprenditori edili facente capo a Raffaele Diana, 54 anni di San Cipriano d'Aversa (Caserta), latitante dal 2004 e già condannato all'ergastolo per reati in materia di criminalità organizzata, attuale referente e capozona della provincia di Modena". Sono stati quinti raccolti "univoci elementi probatori a carico di otto persone risultate essere affiliate al cosiddetto 'Clan dei Casalesi'.
In realtà i provvedimenti erano sette ma uno non è stato ancora fermato. I fermati sono Armando Abatiello, napoletano, 49 anni, residente a Sant'Agata Bolognese (Bologna); Enzo Abatiello, 28 anni di Aversa (Caserta), residente a Casal di Principe, genero di Raffaele Diana, detto Rafilotto; Mario Diana, 44 anni di San Cipriano d'Aversa, fratello di Raffaele; Nicola Natale, 40 anni di San Cipriano d'Aversa, nipote di Diana; Luigi Noviello, 35 anni, di Casal di Principe, residente a Castel franco Emilia (Modena); Felice Pagano, 42 anni, di San Cipriano d'Aversa, residente a Sasso Marconi, sull'Appennino bolognese, cugino dei fratelli Diana. Raffaele Diana, 55 anni, di San Cirpiano di Aversa, è considerato il capo zona del clan a Modena. Era rinchiuso nel carcere di Modena, ma dopo un permesso premio di tre giorni nell'aprile 2004 si è dato latitante.
Tutti sono accusati a vario titolo del ferimento dell'imprenditore edile Giuseppe Pagano avvenuto l'8 maggio 2007 in un cantiere di Riolo, frazione di Castelfranco Emilia. Pagano, originario di Caserta, ma da anni nel Modenese, quel giorno è stato ferito alle gambe perchè aveva avuto il coraggio di testimoniare contro Diana in un processo per estorsione. Per quel blitz punitivo, il cui mandante secondo gli inquirenti è Diana, i carabinieri hanno già arrestato i presunti autori materiali Antonio Noviello, Rodolfo Spatarella, Claudio Giuseppe Virgilio, Enrico Diana.
"Con questa operazione abbiamo voluto far capire agli imprenditori modenesi che devono denunciare perchè li possiamo tutelare". Sono le parole della pm Lucia Musti, della Dda di Bologna, che ha emesso i fermi nei confronti dei sei presunti affiliati al clan dei casalesi eseguiti questa mattina dai carabinieri di Modena. Secondo gli inquirenti c'è una "accertata e radicata presenza nel territorio casertano ed emiliano, in particolar modo con promanazioni dirette nella provincia di Modena, di un'associazione criminale armata denominata 'Clan dei casalesi" che mira al "raggiungimento di finalità di profitto mediante il controllo capillare di ogni attività economica significativamente redditizia e l'incessante e pervicace infiltrazione in ampi settori della vita sociale ed economica".
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