Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA

IL PRESIDENTE DEGLI EDILI DI CONFINDUSTRIA

Scianti: "Le nostre imprese
fanno muro contro i Casalesi"

Il nostro territorio fa gola alla criminalità organizzata ma Valerio Scianti invita a non generalizzare: "Le nostre aziende, posso assicurarlo, non sono toccate da questi fenomeni. Noi abbiamo fatto dell’etica un punto d’onore"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande
Lavoro edile Modena, 26 marzo 2008 - L’OMBRA dei Casalesi, il potente clan camorristico del Casertano, si staglia sull’edilizia modenese. Il comandante provinciale dei carabinieri Marco Rizzo lo ha detto in modo chiaro e inequivocabile: i boss di Casal di Principe hanno messo in piedi "un’attività criminale nel settore delle costruzioni", imponendo agli imprenditori la manodopera da utilizzare, l’acquisto di macchinari e meteriale e persino l’utilizzo di determinate ditte appaltatrici.

 
Un messaggio che preoccupa e che costringe a riflettere sul fatto che il nostro territorio, ancora una volta, fa gola a una criminalità organizzata che fa un salto di qualità, diventa imprenditrice e sempre più abile e ‘moderna’. Valerio Scianti, presidente provinciale dell’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili di Confindustria e rappresenta più di 150 aziende di medie e grandi dimensioni, invita però a "non generalizzare".

 
Presidente, le ditte modenesi del settore hanno lanciato un allarme camorra?
"No, non abbiamo segnali in questo senso. Le nostre aziende, posso assicurarlo, non sono toccate da questi fenomeni".

 
Come fa a esserne così sicuro?
"Perché noi abbiamo un codice di autoregolamentazione rigidissimo. Abbiamo fatto dell’etica un punto d’onore, per proteggere i nostri affari, la loro trasparenza e la sicurezza sul lavoro".

 
Quindi, in sostanza, vi autotutelate?
"Sì, è così. La nostra è un’attenzione profonda, le maglie sono strettissime. Quella gente non entra nei nostri cantieri".

 
In che modo controllate?

"Per lavorare devono essere prodotti dei documenti, delle referenze. E tutto questo poi viene sottoposto a controlli e se c’è qualcosa di poco chiaro, niente lavoro".

 
Poi vi scambiate le informazioni?
"Naturalmente, è questa la nostra forza. Abbiamo creato una rete di tutela e invitato i nostri associati a segnalare immediatamente qualunque irregolarità o sospetto".

 
E cosa mi dice dei materiali?
"Nessuna delle nostre aziende compra materiale in Campania. Noi abbiamo i nostri fornitori di fiducia".

 
Il vostro settore però è molto esposto a infiltrazioni e irregolarità. Non nascondiamocelo, esistono anche a Modena molte imprese non proprio trasparenti.
"Certo. Infatti le aziende piccole e non strutturate sono più deboli e più facili da ricattare. E non escludo che ci siano ditte in contatto con squadre non proprio di gentiluomini".

 
Perché è così difficile tenere sotto controllo il settore edile?
"Perché non ha una sede fissa. Noi ci spostiamo qua e là, e ogni volta le cose e gli uomini cambiano".

 
C’è una soluzione per arginare le irregolarità e le infiltrazioni criminali?
"Abbiamo bisogno tutti di un rapporto più stretto con le forze dell’ordine. Anzi, dirò di più: noi sollecitiamo questa collaborazione. Noi cerchiamo di darci delle regole e di seguirle, ma dovremmo dialogare di più con i tutori dell’ordine pubblico. Se avessimo alle spalle una struttura che ci protegge davvero avremmo meno timori, questo è certo".

 

LA FOTO DEL GIORNO

Cimone, regina d'Europa

La Cimone torna
regina d'Europa

In Polonia i gialloblù hanno vinto la Challenge Cup battendo in finale l'Ekaterinenburg e riscattando le delusioni del campionato  Leggi la notizia

Mister Blues

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli