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Modena

LA NOSTRA INCHIESTA

Il 'Grande Fratello' ci controlla,
500 telecamere disseminate in città

Siamo videosorvegliati 24 ore su 24 in ogni punto di Modena: 58 impianti sono in collegamento diretto con le forze dell'ordine. E' molto diffuso l'utilizzo dell'occhio elettronico anche tra i commercianti. Obiettivo: la sicurezza

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Telecamere Rita a Bologna Modena, 11 marzo 2008 - ARRIVI a Modena in treno, scendi in stazione, fai due passi al mercato del lunedì al parco Novi Sad, ti avvii in centro storico per fare compere e, senza accorgertene, sei già stato filmato da decine di telecamere piazzate nei punti strategici della città. Il Grande Fratello imperversa anche a Modena, soprattutto nella zona che va dalla stazione ferroviaria al centro, dove il Comune ha installato dal 2002 a oggi ben 58 telecamere. A dire la verità tre di queste sono in via di allestimento e andranno a controllare, tra qualche giorno, l’incrocio tra via Piave e viale Reiter, il cavalcavia di via Mazzoni e il parcheggio di San Cataldo. Le altre ‘spie’ sono in zona Tempio (9) in particolare vicino alla stazione, via Gramsci, via Fanti, via Morandi, al parco XXII Aprile (3), piazza della Pomposa (1), Novi Sad (3), Largo Garibaldi (1), via San Cataldo (2), piazza Mazzini (2) e piazza Grande (8) a protezione del Duomo. A queste si aggiungono le telecamere delle 200 banche di Modena, oltre a quelle dei negozi e bar: negli ultimi anni gli esercizi commerciali che hanno chiesto i fondi messi a disposizione dalla Camera di Commercio sono stati in città circa 150.

 



FACENDO UNA stima che comprende anche chi ha installato telecamere senza usufruire del contributo, i commercianti che si sono dotati di videosorveglianza potrebbero superare i 200. Una catena di occhi elettronici che hanno uno scopo su tutti: la sicurezza.
Il progetto di videosorveglianza fa parte del programma di interventi di riqualificazione della fascia ferroviaria, finanziato per metà dalla Regione: le telecamere hanno quindi l’obiettivo di integrare i lavori di ristrutturazione già in atto e di affiancare il controllo delle forze dell’ordine. "Le telecamere — spiega Giuseppe Dieci, dirigente responsabile del Gabinetto del sindaco e delle politiche della sicurezza del Comune — sono tutte brandizzabili, cioè ruotano di 360 gradi ed è possibile orientarle a seconda delle necessità. Si muovono all’interno di una campana protettiva e vicino a ogni occhio elettronico c’è un cartello che avvisa i cittadini. Così le forze dell’ordine (vigili urbani, polizia e carabinieri) possono avere a disposizione tutti i punti di vista delle telecamere e scegliere dove guardare. I dati vengono trasmessi alle centrali operative attraverso la rete a fibra ottica". Il centro di gestione ha sede al Ced del Comune, dove sono presenti le apparecchiature di registrazione e archiviazione delle immagini. I filmati vengono conservati per sette giorni, trascorsi i quali le immagini saranno rimpiazzate dalle nuove.
La mappa delle telecamere, costituita sette anni fa e aggiornata costantemente, è frutto di una sinergia tra le varie forze dell’ordine coordinate dalla Prefettura, che hanno deciso le zone da monitorare in base alla frequenza di episodi di criminalità o al tipo di frequentazioni che contraddistinguono le aree. Non a caso le telecamere sono concentrate tutte nella zona della stazione e dello stadio, oltre che in alcune vie del centro dove ci sono i monumenti da salvaguardare. Le telecamere servono da deterrente per la criminalità, sorvegliano in presa diretta le zone a rischio anche durante specifiche manifestazioni, servono per reprime i reati e cogliere i malviventi in flagranza, oltre che a rassicurare la gente che, in presenza degli occhi elettronici, dovrebbe sentirsi più sicura.


MA STRADE e piazze non sono gli unici bersagli delle telecamere: i cittadini a Modena sono spiati anche sugli autobus, in particolare nella linea 7 e nella 11: "Sui mezzi di trasporto pubblico ci sono 20 telecamere, due per ogni mezzo — spiega Dieci — Lo scopo è quello di prevenire i borseggi". Se poi aggiungiamo le telecamere piazzate all’interno e all’esterno dei negozi e delle banche, allora potrebbero essere molti di più i momenti della nostra vita sotto controllo. Basti pensare che nelle grandi città ogni giorno si finisce in media sotto l’obiettivo di 100 telecamere. Ma cosa dicono i modenesi di tutte queste ‘spie’? "Finora non abbiamo ricevuto lamentele — conclude Dieci — Le nostre telecamere rispettano la legge sulla privacy e sono state montate per proteggere, non per spiare". Alle 58 telecamere già presenti in città potrebbero aggiungersene altre in futuro, visto che sono ancora molte le zone sguarnite. Tanto i modenesi ci hanno fatto l’abitudine.

di Valentina Beltrame










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