FACENDO UNA stima che comprende anche chi ha installato telecamere senza usufruire del contributo, i commercianti che si sono dotati di videosorveglianza potrebbero superare i 200. Una catena di occhi elettronici che hanno uno scopo su tutti: la sicurezza.
Il progetto di videosorveglianza fa parte del programma di interventi di riqualificazione della fascia ferroviaria, finanziato per metà dalla Regione: le telecamere hanno quindi l’obiettivo di integrare i lavori di ristrutturazione già in atto e di affiancare il controllo delle forze dell’ordine. "Le telecamere — spiega Giuseppe Dieci, dirigente responsabile del Gabinetto del sindaco e delle politiche della sicurezza del Comune — sono tutte brandizzabili, cioè ruotano di 360 gradi ed è possibile orientarle a seconda delle necessità. Si muovono all’interno di una campana protettiva e vicino a ogni occhio elettronico c’è un cartello che avvisa i cittadini. Così le forze dell’ordine (vigili urbani, polizia e carabinieri) possono avere a disposizione tutti i punti di vista delle telecamere e scegliere dove guardare. I dati vengono trasmessi alle centrali operative attraverso la rete a fibra ottica". Il centro di gestione ha sede al Ced del Comune, dove sono presenti le apparecchiature di registrazione e archiviazione delle immagini. I filmati vengono conservati per sette giorni, trascorsi i quali le immagini saranno rimpiazzate dalle nuove.
La mappa delle telecamere, costituita sette anni fa e aggiornata costantemente, è frutto di una sinergia tra le varie forze dell’ordine coordinate dalla Prefettura, che hanno deciso le zone da monitorare in base alla frequenza di episodi di criminalità o al tipo di frequentazioni che contraddistinguono le aree. Non a caso le telecamere sono concentrate tutte nella zona della stazione e dello stadio, oltre che in alcune vie del centro dove ci sono i monumenti da salvaguardare. Le telecamere servono da deterrente per la criminalità, sorvegliano in presa diretta le zone a rischio anche durante specifiche manifestazioni, servono per reprime i reati e cogliere i malviventi in flagranza, oltre che a rassicurare la gente che, in presenza degli occhi elettronici, dovrebbe sentirsi più sicura.
MA STRADE e piazze non sono gli unici bersagli delle telecamere: i cittadini a Modena sono spiati anche sugli autobus, in particolare nella linea 7 e nella 11: "Sui mezzi di trasporto pubblico ci sono 20 telecamere, due per ogni mezzo — spiega Dieci — Lo scopo è quello di prevenire i borseggi". Se poi aggiungiamo le telecamere piazzate all’interno e all’esterno dei negozi e delle banche, allora potrebbero essere molti di più i momenti della nostra vita sotto controllo. Basti pensare che nelle grandi città ogni giorno si finisce in media sotto l’obiettivo di 100 telecamere. Ma cosa dicono i modenesi di tutte queste ‘spie’? "Finora non abbiamo ricevuto lamentele — conclude Dieci — Le nostre telecamere rispettano la legge sulla privacy e sono state montate per proteggere, non per spiare". Alle 58 telecamere già presenti in città potrebbero aggiungersene altre in futuro, visto che sono ancora molte le zone sguarnite. Tanto i modenesi ci hanno fatto l’abitudine.
di Valentina Beltrame
Dal 16 febbraio al 24 marzo il fotografo racconta la città attraverso i volti dei personaggi famosi, originali e divertenti degli ultimi 40 anni, da Pavarotti a Enzo Ferrari al giornalaio Corona ai frequentatori delle 'osterie'