Lo sciopero dei pescatori per il caro-carburante ha di fatto chiuso l'80 per cento delle pescherie marchigiane e il 100 per cento dei mercati ittici. Quel poco che è rimasto sul banco viene dai prodotti di allevamento. Pesce dell'Adriatico introvabile
Ancona, 4 giugno 2008 - Lo sciopero dei pescherecci per il caro-carburante ha di fatto chiuso l'80 per cento delle pescherie marchigiane e il 100 per cento dei mercati ittici. Quel poco che è rimasto sul banco viene dai prodotti di allevamento (orata e occhiata) o prodotto che è stato scongelato (in particolare calamari). Del tutto introvabile il pesce locale dell'adriatico: merluzzetti, triglie, scampi e totani.
Il pescato locale in molti casi fa riferimento ai lotti acquistati fino al venerdì scorso. I prezzi - a patto che si riesca a trovare qualcosa nelle poche pescherie aperte - sono tendenzialmente stabili; eccezione fatta per muscardini e sogliole (queste il prezzo è salito del 65 per cento). Lo sciopero dei pescherecci ha colpito - secondo i dati di categoria - il 50 per cento dei ristoranti marchigiani ormai sprovvisti di pesche fresco.
Nel giro di 48 le carte dei ristoranti rischiano di essere tutte stravolte a vantaggio dei prodotti di allevamenti e provenienti da altre località; anche se in quest'ultimo caso sarà comunque difficile trovare il pescato dato che lo sciopero riguarda tutto il mercato europeo. Una crisi enogastronomica che colpisce proprio ad inizio della stagione balneare e turistica.
I cartelloni elettorali che Stefano Aguzzi ha fatto installare lungo una via di Fano hanno lasciato il 'vuoto'. Ma è singolare come l'erba sia stata tagliata solo dove sono stati piazzati i manifesti (La foto è di Antonio Colucci)