I maceratesi Filippo Reina, Marco Salvucci e Alessandro Berdini hanno disputato una gara ad Ancona con l'atleta sudafricano. "E' un esempio, ci sta insegnando a tenere duro"
Macerata, 15 maggio 2008 - C'erano Filippo Reina, Marco Salvucci e Alessandro Berdini in pista con Oscar Pistorius. E se i primi due si erano già trovati a gareggiare, nel Golden Gala di Roma della scorsa estate, spalla a spalla con l’atleta sudafricano, per Alessandro Berdini è stato il primo incontro ‘ravvicinato’ con Pistorius.
"Ho fatto di tutto per esserci e devo dire che è stata un’esperienza indimenticabile, quasi commovente. E’ stata una festa e lui è un esempio da seguire, non tanto a livello sportivo ma quanto a livello etico: questo ragazzo ci sta insegnando a tenere duro. Io tanto entusiasmo e un tifo così assordante non l’ho sentito neanche quando in pista c’era un campione del mondo".
Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Salvucci: "L’affetto e l’entusiasmo che un personaggio come Pistorius è stato in grado di suscitare in questi ragazzi è qualcosa che ha coinvolto ed emozionato anche me". Non a caso Pistorius è stato anche inserito dal ‘Times’ tra i cento personaggi più conosciuti al mondo. "Tutta questa visibilità che ha Oscar è un bene per l’atletica" spiega Filippo Reina.
In pista per l’allenamento: due serie di quattro ripetute sui 200 metri, con in mezzo un recupero di 15 minuti. "Oscar ci ha fatto proprio sudare oggi — continua Berdini — e se devo essere sincero mi ha stupito, è davvero forte. Nell’ultima prova, verso la fine ha accelerato. Era come se avesse il turbo e ci ha lasciato piuttosto indietro". "Lo abbiamo lasciato vincere" scherza invece Filippo Reina.
E così Oscar ha fermato il cronometro a 23’50’’. "Nei precedenti giri avevamo fatto tempi da esibizione, sui 25 / 26 secondi. Poi nell’ultima prova ci siamo detti: ‘questa facciamola bene’. E lui l’ha presa sul serio".
Per Reina nessuna sorpresa visto che con Pistorius aveva già gareggiato. "L’ho trovato molto più sciolto e costruito. Si vede che si sta allenando con passione in vista delle Olimpiadi che però, molto probabilmente, non potrà correre. Io non credo abbia dei vantaggi dalle sue protesi. Nei primi 200 metri è sicuramente sfavorito rispetto ad un atleta normodotato così come in curva. Invece negli ultimi 200 ha il vantaggio di non andare in ‘lattacido’. Insomma alla fine non trae vantaggio dalle sue protesi. Il problema credo sia più logistico: lui può correre solo in corsia 8 o 7 dove la curva è più ampia, invece nelle prime rischia di perdere aderenza. Spero con tutto il cuore che possa andare alle Olimpiadi se lo merita".
Non lo dice Filippo ma a Pechino spera di essereci anche lui. "Comunque non vedo l’ora di ritrovarmi a correre con Oscar di nuovo". Sfida raccolta da Pistorius. "Oggi è stato bello, ma spero ci ritroveremo a gareggiare di nuovo insieme come un anno fa al Golden Gala".
Cristiano Calcagni
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