Dopo l'annuncio del ritiro di Maurizio Mosca dalla maggioranza sono scattate una serie di reazioni. L'unico a non voler commentare è il sindaco Meschini. Ora bisognerà guardare con attenzione al Partito Socialista capitanato da Federico Valori che non nasconde la presenza di frizioni con la maggioranza
Macerata, 13 maggio 2008 - Maurizio Mosca ha annunciato, ieri, il suo ritiro dalla maggioranza. "E’ solo una questione di tempo", ha detto in un’intervista rilasciata al 'Carlino'. Intorno, una serie di reazioni a catena, tra creduli e increduli, che quanto detto possa realmente accadere. Tutti, sono rimasti comunque colpiti dalle dichiarazioni del leader di Città Viva (nella foto).
Fuori dal gioco, il sindaco Giorgio Meschini che licenzia la querelle con un 'No comment'. Più delicata, invece, la posizione dell’assessore Giovanni di Geronimo, espressione della lista civica. "Mosca ha tutto il diritto di dire quello che pensa", ha detto. Poi ha aggiunto: "Aspetto l’evolversi degli eventi. Del resto sono un amministratore che ha preso degli impegni con la città e intende mantenerli purchè ci siano le condizioni. Altrimenti non ho la colla sulla poltrona. La politica la lascio fare ai responsabili della lista, Mosca e Principi. E’ certo, che in uno scenario futuro farò la scelta migliore per Macerata".
Tra i banchi della maggioranza, accanto a Maurizio Mosca, Renato Principi, capogruppo della lista. "Città Viva — ha spiegato — è oggi a pieno titolo in maggioranza ed esprime massima solidarietà a Di Geronimo e al suo operato. Ma questo non significa che non siamo critici nei confronti della maggioranza che ha idee esattamente contrarie alle nostre".
Sul suo amico di avventura, Principi dice e non dice: "Maurizio ha esternato la sua ufficiale posizione politica. Quello che succederà sarà il risultato di attenti dibattiti e confronti". Intanto, nell’attesa di sciogliere il nodo Città Viva e ammorbidire i toni di un dibattito acceso, la maggioranza deve guardare con occhio attento anche al Partito Socialista capitanato da Federico Valori che non nasconde la presenza di evidenti frizioni con la maggioranza.
"Chiediamo di essere ascoltati — ha ribadito — sulla viabilità e sull’urbanistica che da oltre trent’anni è gestita sempre dalle stesse persone, da Ciaffi a Pambianchi. Comprensibile, infatti, lo sfogo di Mosca. E dirò di più. Con il Pd e il suo rinnovamento, è ora che questa gente pensi ad una nuova classe dirigente che possa sostituirli".
Sfogo a parte, il Psi in comune "è un partito che non ha più una rappresentanza in giunta e che quindi valuterà caso per caso se appoggiare l’amministrazione oppure no". E’ ancora presto per parlare di numeri e governabilità. Ma è pur vero che Città Viva e Psi potrebbero essere l’ago della bilancia di un quanto mai possibile scenario futuro.
Paola Verolini
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