Filippo Bartoli tiene la Renault rossa in un'area di sua proprietà a Roma. Molte le richieste pervenute alla famiglia da parte di tv e case automobilistiche, ma per ora l'auto è intoccabile. "Nonostante i terribili ricordi, non voglio separarmene", racconta
Ancona, 8 maggio 2008 - Era di proprietà di un marchigiano, Filippo Bartoli, la Renault 4 rossa dove il 9 maggio 1978, in via Caetani venne trovato il corpo di Aldo Moro, lo statista ucciso dalle Brigate Rosse.
Filippo Bartoli venne interrogato più volte e l'auto gli venne restituita solo dopo che risultò estraneo al rapimento e all'uccisione del presidente della Dc. In tutti questi anni nonostante gli amari ricordi, però, l'uomo non è mai riuscito a separarsene.
Oggi è custodita in un'area di sua proprietà a Roma, in via Casette Mistici, coperta da un telo tra una serie di altri rottami. A scoprirla, all'inizio del 2007, Giorgio Guidelli, giornalista del 'Resto del Carlino', che poi ha raccontato la sua avventura in un libro.
La Renault 4 rossa è ormai inservibile, dopo i minuziosi accertamenti a cui fu sottoposta da parte della polizia scientifica e degli artificieri, che l'avevano anche aperta con la fiamma ossidrica. Molte le tv che si occuparono della storia ed è proprio da un'immagine che anche la moglie e le figlie dell'imprenditore riconobbero l'auto, a causa di una caratteristica macchia di bitume. Bitume e sabbia erano i materiali trattati dall'azienda di Bartoli e tracce di sabbia furono rinvenute sul corpo dello statista ucciso.
Molte sono state le richieste alla famiglia Bartoli di esporre in pubblico l'automobile, ma loro si sono sempre rifiutati. L'imprenditore ha resistito anche alla proposta di Venanzo Rocchetti, ex sindaco di Serravalle di Chienti il paese del maceratese di cui la famiglia è originaria e dove ancora torna tutte le estati.
Respinte anche altre proposte venute dalla Renault e dai registi che si sono occupati del caso Moro, per film o fiction televisive. Nel libro di Guidelli, 'L'auto insabbiata, la bara di Moro ritrovata 30 anni dopo', lo stesso Valerio Morucci, intervistato dal giornalista, si dice favorevole all'idea di esporre la macchina in via Caetani a ricordo "del nostro errore".
In occasione del trentennale del rapimento e dell'uccisione dello statista, dell'automobile si occuperanno servizi giornalistici di Tv italiane straniere. Ma, al momento, la Renault rossa sembra destinata ancora a rimanere in quel cortile, a differenza, ad esempio, delle vetture utilizzate da Moro e dalla sua scorta al momento dell'agguato in via Fani, che ora sono finite in depositi giudiziari, o dell'A 112 bianca crivellata di colpi dove furono uccisi a Palermo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, ora custodita a Saluzzo.
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