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IL DESTINO DI BANCA MARCHE

Crédit Agricole non molla la presa:
"Le posizioni si potrebbero rivalutare"

Carlo Gabbi, presidente della Fondazione Cariparma, azionista di minoranza della banca omonima controllata da Crédit Agricole non chiude definitivamente la porta all'ipotesi di alleanza con Banca delle Marche, dopo che nei giorni scorsi il gruppo francese aveva ritirato l'offerta

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Banca delle Marche Roma, 7 maggio 2008 - Carlo Gabbi, presidente della Fondazione Cariparma, azionista di minoranza della banca omonima controllata da Crédit Agricole, non chiude definitivamente la porta all'ipotesi di alleanza con Banca delle Marche.

 

"Adesso c'è questa posizione - afferma riferendosi al ritiro dell'offerta presentata dai francesi - in futuro le cose possono essere rivalutate".  Il presidente della Fondazione Cariparma, azionista con il 15% dell'istituto emiliano, rivela che con le tre Fondazioni azioniste di Banca Marche "abbiamo cercato di costituire un rapporto per avere un
peso determinante nella nuova aggregazione, questo non è stato possibile, vedremo in futuro".

 

Credit Agricole aveva presentato un'offerta vincolante per rilevare il controllo di Banca Marche che ha nell'azionariato, tra gli altri soci, le Fondazioni di Pesaro, Jesi e Macerata con una partecipazione complessiva del 51,9%. Da parte di Gabbi, interpellato a margine dell'iniziativa 'Fondazioni4africa', aggiunge che l'offerta di Agricole attraverso Cariparma mirava ad offrire alla banca jesina "un'opportunità di crescita".

 









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