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IL PIANO RIFIUTI

Emergenza discarica, anche Camerino dice no

Oggi in provincia si parlerà dell'attuazione del piano rifiuti. I rappresentanti del Comune di Camerino si dicono contrari per la presenza di insediamenti abitativi, di produzioni agricole, che si fregiano della denominazione di origine controllata, di colture biologiche e la vicinanza ai centri sportivi e universitari

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Rifiuti tossici nel maceratese Camerino, 7 maggio 2008 - Entrerà nel dibattito, che si terrà questa mattina in Provincia sull’attuazione del piano rifiuti, anche l’attivazione di una discarica a Camerino, in località Paterno. I rappresentanti del Comune non potranno non confermare il secco no espresso il 24 aprile del 2007 con delibera di Giunta.

 

I motivi contrari all’abbancamento dei rifiuti, portati un anno fa, restano validi: la presenza di insediamenti abitativi (alcuni di recente costruzione), di produzioni agricole, che si fregiano della denominazione di origine controllata, e di colture biologiche, la vicinanza ai centri sportivi comunali e universitari de Le Calvie e all’ospedale, le modalità di smaltimento, l’elevato livello di sismicità dell’area (elemento escludente l’individuazione), le difficoltà di collegamento con il Consmari e il resto del territorio.

 

Proprio questo è l’aspetto che merita particolare attenzione da parte dei tecnici. L’ampliamento della strada per permettere il transito dei camion (la Provincia ha ipotizzato solo la creazione di piazzole per consentire gli incroci) e le spese di trasporto (soprattutto carburante e personale) non rendono assolutamente conveniente la scelta di Paterno. Poi c’è l’interrogativo sull’idoneità geologica e tecnica del sito.

 

La discarica di Camerino figura sì nel piano provinciale (all’ultimo posto), ma non è stata mai inserita nel PRG e negli strumenti urbanistici sovraordinati della stessa Provincia. Il Comitato cittadino, che ha raccolto qualche migliaia di firme contro la discarica, ha contestato le indicazioni dell’Università di Ancona, che ha redatto il Piano, con dati inconvertibili.

 

Del resto lo stesso Comune aveva chiesto il 31 ottobre 2006, che, prima di ogni provvedimento e parere, il Consmari proseguisse nelle indagini dei luoghi. Verifiche che non risultano effettuate. "E allora – si sostiene a Paterno – su quali basi si deciderà a Macerata". Stamane se ne saprà di più su chi tra San Severino, Cingoli, Camerino, Treia e Mogliano dovrà ospitare il prossimo sito di smaltimento dei rifiuti.

 









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