Intorno alle 13, quando i ragazzi escono da scuola, la via diventa un caos. Migliaia di giovani si riversano sulla strada perché i marciapiedi sono troppo stretti, macchine e autobus creano ingorghi incredibilli e, a un passo da tutto questo, siringhe nascoste dietro al monumento della Resistenza Commenta
Macerata, 30 aprile 2008 - Una concentrazione di adolescenti del tutto eccezionale (migliaia, in poco meno d’un chilometro di strada); poco più in là, appena nascoste dietro le corone di fiori ancora freschi depositati per la Liberazione, le siringhe.
Proprio sulle scalette che costeggiano il monumento alla Resistenza, a un passo dall’ingresso all’istituto d’arte. E’ solo un altro dei tanti problemi che affliggono studenti e residenti di via Cioci: disagi che si esprimono all’ennesima potenza in quella mezz’ora, intorno alle 13, in cui migliaia di ragazzi si riversano sulle strade per tornare a casa propria.
E che davvero scuotono il sistema nervoso se oltre al caos, agli ingorghi di automobili e corriere, ai marciapiedi troppo stretti per accogliere tutti, incontrano pure l’inclemenza del tempo: quella pioggia battente, ad esempio, che proprio ieri si è rovesciata su un migliaio di zainetti accalcati. Ma di pensiline per attendere i mezzi pubblici all’asciutto, neppure l’ombra.
"Molti di noi — dice Ilenia Trono, studentessa Itas — devono aspettare diverso tempo il passaggio del proprio autobus. Eppure non ci sono spazi coperti. E se un genitore deve venire a prendere il proprio figlio a scuola, non sa neppure dove fermarsi".
"La situazione è peggiorata negli ultimi anni — afferma Maria Teresa Posa, docente — con l’arrivo dell’Itas. Il traffico e la concentrazione degli studenti è aumentata parecchio". Nella zona insistono in effetti quattro istituti: quello d’arte, quello per i geometri, la ragioneria e l’Itas. Tutti disseminati nel raggio d’un chilometro a doppio senso di marcia, con marciapiedi talmente stretti che per raggiungere la fermata dell’autobus i ragazzi devono invadere la carreggiata, esponendosi a rischi che queste colonne hanno già raccontato, almeno un anno e mezzo fa.
Da allora, però, i politici hanno nicchiato tra incontri tecnici e summit con i vigili e le società di trasporti pubblici, che non sembrano aver prodotto sensibili miglioramenti. Anzi, alle proteste di chi quella strada vive solo una mezz’ora, si sono aggiunte le voci dei residenti: imprigionati nella giungla d’automobili, paralizzati due volte al giorno, ostaggi, infine, della maleducazione e delle abitudini di chi, quel quartiere, frequenta come se fosse una fermata per lo 'zoo di Berlino'.
Benedetta Iacomucci
L'apertura anticipata e una serie di novità hanno calamitato tanti visitatori al maneggio di Ussita. Per info 339 / 2659416