Oltre a Credit Agricole-Cariparma e alla Banca popolare dell’Emilia Romagna ci sarebbe quindi un terzo pretendente per Banca Marche. Tra un mese scadrà il patto di sindacato e, entro quella data, le tre Fondazioni di Macerata, Pesaro e Jesi dovranno decidere sull'ingresso di un nuovo partner
Macerata, 29 aprile 2008 - Oltre a Credit Agricole-Cariparma e alla Banca popolare dell’Emilia Romagna ci sarebbe un terzo pretendente per Banca Marche: la General Electric Italia. Nell’assemblea dell’istituto, convocata per oggi, si parlerà dunque non solo di bilancio ma anche di futuro.
Tra un mese scadrà infatti il patto di sindacato e dunque i tre maggiori azionisti — le Fondazioni di Macerata (20,94%), Pesaro (20,94%) e Jesi (10,03%) — decideranno sull’eventuale ingresso in Banca Marche di un nuovo partner.
Allo stato delle cose le ipotesi possibili restano tre: la soluzione 'stand alone', cioè quella che vorebbe la Banca autonoma e sola, è ancora oggi quella maggiormente caldeggiata dalla Fondazione di Macerata, presieduta da Franco Gazzani.
Ma le tre Fondazioni, che hanno incaricato due advisor (Credit Suisse e Jp Morgan), dovranno anche valutare la proposta di Credit Agricole, che punta ad acquisire oltre il 50% di Banca Marche pagando 1,7 miliardi di euro, e quella della Popolare dell’Emilia, pronta a “integrare” l’Istituto marchigiano nel suo modello federativo.
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