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GRANDE FRATELLO

Gian Filippo racconta Camerino: "Qui ho trovato la pace"

Dopo l'uscita dalla casa più spiata d'Italia Gian FIlippo viene sballottato da uno studio televisivo all’altro, travolto dall’onda lunga della popolarità. Ma presto tornerà a Camerino per dare l'ultimo esame in Legge e la tanto agognata tesi
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Gian Filippo Failla Camerino, 29 aprile 2008 - Sballottato da uno studio televisivo all’altro, travolto dall’onda lunga della popolarità, Gian Filippo Failla, posato galantuomo del Grande Fratello, è rimasto in fondo lo stesso studente di Legge patito di partite a briscola e passeggiate di salute, che nell’animo cova ancora la sottile speranza di tornare a Camerino, sua città d’adozione, per rincontrare i vecchi amici.

 

Gian Filippo, come stai vivendo l’uscita dalla casa? "Non ci capisco niente, è un casino bestiale, sono sempre in giro tra aeroporti, scarrozzato da un taxi all’altro... Per me è tutto una novità, non ci sono abituato". Un bel cambiamento rispetto alla vita che facevi a Camerino. A proposito, come mai, dalla Sicilia, hai scelto di studiare ad Unicam? "C’era un mio amico che frequentava lo stesso ateneo. Inoltre mi ero documentato e Unicam mi aveva colpito molto, perché non è solo molto valida, ma è anche in grado di impostare con gli studenti un rapporto diverso, più umano. Inoltre ci sono appelli ogni mese... per non parlare della vita che conducevo. Insomma, là ho proprio trovato la mia pace".

 

Ricordi il primo impatto? "Sì, ero spaesatissimo. Venivo dal sole della Sicilia, vestivo scarpe leggere... lì invece faceva un gran freddo. Il giorno dopo ho aperto la finestra e c’era addirittura la neve. Me ne sono innamorato subito. Anche perché ogni tanto, per carattere, ho bisogno di stare solo, di isolarmi. E Camerino, con il suo orto botanico, i suoi spazi aperti, me ne dava la possibilità".

 

Però ti sei anche divertito parecchio. "E’ vero, anche perché il centro universitario studentesco è attivissimo; per non parlare della Corsa alla spada: goliardia allo stato puro. Con gli amici mi giravo tutte le osterie... Poi, ogni tanto, andavamo a ballare a Matelica, a Macerata... Mentre a Camerino ci ritrovavamo spesso al K2 e all’Asterix".

 

Una tua giornata tipo? "Sveglia alle 9, colazione al bar Centrale con spremuta d’arancia e crostata all’albicocca... Poi biblioteca e lezioni. Nel tempo libero, camminate in mezzo alla natura, e grandi pranzi negli agriturismi con gli amici. Per non parlare dell’appuntamento fisso del martedì, con il tiro al piattello nell’impianto di Corridonia; o delle partite a briscola, dalla mezzanotte fino alle 9 del giorno dopo. Ovviamente, con un buon fiasco di vino sul tavolo".

 

Dei camerinesi cosa ci dici? "Gente splendida, alla mano, disponibile... Non mi sarei mai aspettato che così tante persone avrebbero seguito la mia avventura in Tv, al punto da venire fino a Cinecittà per mostrarmi il loro affetto. Mi aspettavo al massimo un po’ di tifo, invece ho scoperto un affetto sincero".

 

Sai che ti stanno anche organizzando una festa? "Lo so, e non vedo l’ora di tornare per rivedere tutti". Non hai paura che l’atteggiamento nei tuoi confronti sia cambiato? "No, in fondo sono solo uno che è stato chiuso in una casa. Non mi sento cambiato, e mi dispiacerebbe se loro lo fossero nei miei confronti. Ma non credo succederà".

 

Pensi che il tuo futuro, a questo punto, possa essere a Camerino? "Di sicuro appena sarà finito il trambusto dovrò tornare a Camerino per dare l’ultimo esame, quello di Procedura civile, e parlare con il prof per la tesi. Laurearmi resta il mio principale obiettivo. Poi, se ci saranno altre offerte, le vaglierò. Di sicuro non abbandonerò mai completamente Camerino: qui ho troppi amici".

 

Si è parlato di un tuo possibile calendario, di una carriera nel cinema... ma non volevi creare un’azienda agricola? "E’ vero, in Sicilia, a Pollina, ho un grosso podere di famiglia, dieci ettari di terra con mille ulivi, che sto rimettendo a posto. Quanto al calendario... onestamente è qualcosa che non mi appartiene. L’ho buttata là con molta ironia, senza crederci troppo. Ma “mai dire mai”".

 

Come sei finito al Grande fratello? "Per caso. Ero a Capalbio, facevo il bagnino. Mi hanno proposto di fare il provino, e io l’ho fatto, pensando che tanto avrebbero scelto i soliti raccomandati. Non è così". Cosa pensi abbia colpito di te? "Non ne ho idea. Però mi dicono tutti che sono molto educato, romantico..."

 

Il romanticismo, nella casa, non ti è servito a molto... "Non c’era il mio tipo. Con Alice non c’è mai stata una storia ma solo una bella amicizia. E poi, per come sono fatto io, non avrei mai potuto innamorarmi lì dentro". E fuori? C’è già qualcuno? "No comment". E’ una mezza ammissione... "Diciamo che potrebbe esserci... ma siccome è ancora tutto molto strano... no comment".

Benedetta Iacomucci










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