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PORTO RECANATI

Rigassificatore in mare: sbarca un colosso dell'energia

L’iniziativa è della società 'Gaz de France', un colosso europeo dell’energia che in questi giorni sta presentando il progetto alle autorità locali. Di impianti del genere ne esistono altri tre al mondo; questo sarebbe il primo in Europa Commenta
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Rigassificatore Porto Recanati, 24 aprile 2008 - Un impianto di rigassificazione verrà realizzato nel mare davanti a Porto Recanati. L’iniziativa è della società 'Gaz de France', un colosso europeo dell’energia che in questi giorni sta presentando il progetto alle autorità locali, in attesa di ottenere tutte le autorizzazioni dal Governo. L’idea è di avviare i lavori entro la fine dell’estate.

 

Per essere trasportato, il gas viene trasformato in forma liquida abbassandone la temperatura. Giunto a destinazione, viene riportato allo stato aeriforme dagli impianti di rigassificazione. Intorno a queste strutture si depositano i container di gas liquido, altamente esplosivo, e questo ha creato molti nemici ai rigassificatori.

 

Nel progetto della 'Gaz de France' la sicurezza viene indicata proprio come punto di forza, perché l’impianto di trasformazione sarebbe al largo, a trenta miglia dal litorale, invisibile dalla costa. Per capire l’entità del progetto, basta pensare che la sola nave con l’impianto costa 300 milioni di euro.

 

Di impianti del genere ne esistono altri tre al mondo; questo sarebbe il primo in Europa. La scelta sarebbe caduta sullo spazio di mare davanti a Scossicci perché, sembra, si tratta di una zona molto aperta, senza costruzioni né impedimenti di alcun tipo.

 

Alla nave arriverebbero, via mare, i carichi di gas liquido dal nord Africa. Lì il combustibile verrebbe ritrasformato, e trasportato a terra attraverso una serie di condutture interrate sotto il fondo marino. I tubi arriverebbero poi nella zona di Scossicci, a sud del Musone.

 

Passando sempre sotto terra, il gas arriverebbe a una specie di centrale di smistamento, a un chilometro dalla costa, e da lì verrebbe inserito nella rete di distribuzione, in base a un accordo commerciale con i gestori nazionali. Il progetto esecutivo è pronto, e la società francese lo ha già presentato ai ministeri per le autorizzazioni. Oltre che a Roma, un rappresentante di 'Gaz de France' lo sta illustrando anche agli amministratori locali e alle autorità che poi dovranno fare i controlli sui lavori e sulle erogazioni.

 

Tra i primi a conoscere l’iniziativa il sindaco Glauco Fabbracci: "Abbiamo visto il progetto, e abbiamo dato, per ora solo verbalmente, il nostro consenso. In cambio, valuteremo con la società una fornitura di gas gratuita, ma su questo la trattativa è ancora in corso. In ogni caso, credo che ci vorrà qualche anno prima che tutto sia completato". La società però ha intenzione di avviare i lavori quanto prima, al massimo per la fine dell’estate.

Paola Pagnanelli

 
  • 24/04/2008 23:12
    Rocco DM
    Sapete cosa significa metano liquido? Che una bottiglia da un litro e mezzo, riepita di metano liquido è pari ad un metro cubo di gas. Per capire quanto è un metro cubo di gas prendete la vostra ultima bolletta, di quelle dei periodi freddi.. Adesso immaginate cosa significa una nave che solca il nostro stagno adriatico riempita di milioni di litri di metano liquido. Sapete cosa succede se -per qualche accidente- fuoriesce? Il gas, che si trova a -160°C diventa subito gassoso. I nostri milioni di litri di gas liquido diventano centinaia di milioni di metri cubi di gas che si spargono a "palla". Ah, dimenticavo, prendendo fuoco brucia solo sull'esterno della palla (perchè solo li trova ossigeno) e la palla può espandersi per decine di chilometri. Risultato di un incidente? Un bell'arrosto. Speriamo solo che qui sui monti non si inventino rigassificatori d'alta quota aereotrasportati.
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