Impresa riuscita per il maratoneta 61enne. Dopo 6mila chilometri e 14 nazioni attraversate, ieri mattina si è unito alla Maratona della Pace ed è entrato a Gerusalemme con la fiaccola accesa a Roma dal cardinale Comastri
Macerata, 19 aprile 2008 - Impresa riuscita. Un trionfo in Terra Santa per il maratoneta 61enne Ulderico Lambertucci. Dopo seimila chilometri e quattordici nazioni attraversate, ieri mattina si è unito alla Maratona della Pace ed è entrato a Gerusalemme. Due gambe, un cuore e 'qualche paio di scarpe' per dire al mondo che la pace tra i popoli è possibile. E lo sarà solo con la fede, l’amore e la tenacia. Gli stessi valori che da sempre muovono i passi e motivano i lunghi viaggi di Lambertucci. Ecco cosa ci ha raccontato da Gerusalemme.
Una corsa per la pace iniziata da Piazza San Pietro il 1° gennaio. Come si sente? ''Sto bene, anzi benissimo. E’ sicuramente una grande soddisfazione poter calpestare la terra dove è nato, vissuto e dove ha predicato Gesù. Ho voluto compiere questa missione per dire al mondo che la pace tra tutti i popoli, è possibile. Anche in questa terra, tra israeliani e palestinesi, tormentata da anni e anni di conflitti''.
Un traguardo memorabile, dunque… ''Davvero emozionante. Con la fiaccola della pace, accesa a Roma dal cardinale Comastri, siamo partiti alle 8 di ieri mattina dalla piazza della natività di Betlemme, e insieme ad oltre 500 persone abbiamo varcato la soglia di Gerusalemme alle 10. Siamo stati accolti in un Auditorium strapieno di persone, tra autorità civili, religiose, israeliani e palestinesi''.
Ma anche molti italiani? ''Mia figlia Lucilla, il presidente dell’associazione ‘Il maratoneta’, Franco Capponi, il massaggiatore e fisioterapista Nazareno Rocchetti, gli amici Michele Marinangeli, Antonio Moretti, Alessandro Benigni, una delegazione treiese e tanti tanti altri''.
Di tutto il viaggio, quali sono i momenti che le sono rimasti più impressi? ''Sicuramente questo. Ma ricordo anche la calda accoglienza, gli applausi e i sorrisi dei bambini di suora Donata, in Albania''.
Si è mai trovato in crisi, in difficoltà? ''Difficoltà fisiche no, solo climatiche. Il 16, 17 e 18 febbraio mi trovavo in Grecia. Un freddo intensissimo, tutti i fiumi erano gelati. Di notte la temperatura sfiorava i 15° sotto zero''.
Una curiosità: ma quante paia di scarpe ha consumato? ''Non molte, 5. Consideri che con un paio ci faccio 1400 chilometri''.
Dove la trova tutta questa forza? ''Dentro di me, anche se devo ringraziare sia il dottore maceratese Renzo Galassi per la cura omeopatica che mi ha consigliato, sia il massaggiatore Nazzareno Rocchetti''.
Ha già in mente un’altra impresa? ''Al momento no, altrimenti a casa mi licenziano''.
Paola Verolini
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